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13 aprile 2020

COSTRUTTORI E GUERRIERI: SERRATE LE FILE!




Sono sconcertato! Avrei preferito dire “sono indignato!” ma per quanto riguarda l’Indignazione”, sacro concetto appartenente ad una sfera superiore, essa è davvero una parola usata ed abusata, il che sta a significare che la trappola della matrix è già da tempo scattata ed in piena funzione.
Oltretutto si continua a dimenticare che non sono tanto le parole che contano, quanto lo spirito con cui vengono pronunciate. Se una persona comune, appartenete alla razza dormiente destinata all’estinzione, afferma di essere indignata, quasi certamente essa parlerà con la pancia impregnata di un’emozione di lamentela e rabbia. Se una persona risvegliata dice di essere indignata, quasi certamente la sua affermazione proviene da un cuore infiammato dall’amore per la Giustizia e la Verità. Dico questo perché, ad esempio proprio ora, in rete circolano numerosi video di persone che si definiscono indignate per la decisione del governo di accettare aiuti finanziari dall’Unione Europea. Non sono certo qualificato per approfondire un argomento che riguarda la politica italiana; quel che so è che io non mi voglio schierare e soprattutto non voglio lamentarmi.
Quel che vedo intorno a me è soprattutto Perfezione. Quel che vedo è l’avverarsi di profezie che erano scritte da tempo, sia nelle Sacre scritture cristiane che nei testi dell’Agni Yoga. Quel che vedo chiaramente è un pianeta che, stanco di continui abusi, sta attuando strategie di rinnovamento cosmico.

Mi chiedo, anzi vi chiedo: voi come vi sentite? Quale è lo spirito che vi anima?
Certo, lo so, è giusto e necessario provare la compassione di Lot per i cittadini della città dove viveva, su cui stava per piovere fuoco e zolfo; è giusto avere empatia per tutte le famiglie che tanto stanno soffrendo per la pandemia mondiale; è logico pensare a tutti coloro che stanno letteralmente impazzendo per la crisi economica e che spesso si tolgono la vita; a me dispiace anche per le balene spiaggiate o le api in via di estinzione, ma…dov’è il vostro cuore?!?
È attanagliato dal dolore e dalla paura per le cose che stanno accadendo (meglio sarebbe dire che le persone stanno concretizzando) sul pianeta?
Osservatevi con cura, stanate ogni sentimento impuro di rabbia, giudizio, lamentela o pena, perché se in profondità trovate ancora queste emozioni inferiori, certo non avrete la forza di lottare strenuamente per l’avvento del Nuovo Sistema. 

Io lo ripeto continuamente: siate presenti a voi stessi, ricordatevi che non siete quel che provate ma Anime immortali con il compito di partecipare all’avvento del Regno.
Ancora troppi fra voi collezionano gruppi fb o pubblicano le foto dei loro cagnolini, a volte persino al posto di quella propria, sul profilo personale! 
Non giudicate, non lottate contro le forze ostili, ma piuttosto annegatele nel fiume della vostra Bellezza e del vostro candido stupore, nella Grazia dei vostri gesti quotidiani, nella Gratitudine e nella Fiducia.
Che devo fare ancora per stimolare la vostra coscienza…devo forse svenarmi?!? Ovviamente no!

So quel che devo fare. Devo continuare ad accrescere l’apertura del mio cuore, ad ogni costo!
Devo conservare Pace interiore rivolto all’interno di me stesso e portare Luce dove ancora è necessario che arrivi, saldo e incrollabile nella piena Fiducia che tutto è davvero perfetto ed ogni cosa che concretizzo è per il mio progresso e quello dei miei fratelli e delle mie sorelle di Fede.
Ed infine, con il cuore tra le mani, continuerò ad unirmi a tutti quelli che fra voi provano i miei stessi sentimenti. 



Proclama:
Costruttori e guerrieri, serrate le file.

Lettore, se non hai compreso, rileggi dopo qualche tempo. 

Ciò che è predestinato non è accidentale,

E le foglie cadono quando è l’ora.

Ma l’inverno non è che il messo della primavera. 
Tutto è rivelato; tutto è raggiungibile.
Ti coprirò con lo scudo del lavoro.
Ho detto.

Dai libri dell'Agni Yoga: Foglie del giardino di Morya. Appello. 1924

30 dicembre 2019

TUTTO SI DISSOLVERA'




Come vi sentite all'idea che tutto il visibile, il mondo materiale, quel che conoscete e persino voi stessi, sia sottoposto all'inevitabile legge del dissolvimento?
Stamane ci ho riflettuto e ho avvertito un piacere particolare impregnare la mia coscienza.
Esiste un movimento artistico che ha cominciato a diffondersi all'inizio degli anni 60 del secolo scorso chiamato "Land art" che, almeno in parte, si basa su questo principio; come mandala di sabbia che con un soffio di vento sono spazzati via, queste opere d'arte vengono realizzate nella natura, sottoposte agli agenti atmosferici e quindi destinate a dissolversi.



Battiato ha ulteriormente approfondito questo principio nella sua canzone 
"La porta del spavento supremo":
Quello che c'è, ciò che verrà, ciò che siamo stati 
e comunque andrà, tutto si dissolverà. 
Nell'apparenza e nel reale, nel regno fisico o in quello astrale, 
tutto si dissolverà. 
Sulle scogliere fissavo il mare 
che biancheggiava nell'oscurità, tutto si dissolverà. 
Bisognerà per forza attraversare alla fine 
la porta dello spavento supremo.
https://youtu.be/rjH2yce4WjY


Anche in Italia esiste un luogo magico, una sorta di museo a cielo aperto, chiamato Arte Sella e si trova in provincia di Trento; vi consiglio caldamente di visitarlo: è un luogo colmo di bellezza!

http://www.artesella.it/it/



13 gennaio 2014

Recate bellezza sul pianeta!


« Posandosi su un oggetto o un essere, ogni raggio di sole gli comunica qualcosa di vivo. Anche le pietre hanno bisogno della vita che ricevono dal sole. Sì, perché le pietre, benché inanimate, sono vive. La vita, ovviamente, è più percepibile nelle piante, che crescono, si moltiplicano e fruttificano grazie alla luce solare. Negli animali, poi, i raggi del sole si trasformano non solo in vitalità, ma anche in sensibilità. Infine, negli esseri umani i raggi del sole diventano intelligenza, ragione. È infatti a partire dal regno umano che la luce trova un'accoglienza abbastanza completa per manifestarsi come pensiero.     Lo spirito che vi parla attraverso la bocca di uomini e donne è dunque un’emanazione della luce solare. Attraverso loro, è la luce che pensa, che parla, canta e crea. Via via che si apre un varco negli esseri, la luce appare sotto forma di intelligenza, di amore, di bellezza, di nobiltà, di forza. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Come scrittore e musicista conosco molto bene questo concetto di lasciarsi attraversare dall'Esistenza.
Ogni volta che, sentendomi in uno stato di grazia, devo ubbidire alle indicazione ricevute, cerco di mantenere elevato il mio stato vibratorio così da poter continuare ad essere attraversato senza alcun impedimento dall'energia creativa.

L'intento di questo post, del precedente e di quelli che seguiranno, non è però soltanto quello di parlarvi del modo in cui io porto bellezza sul pianeta ma quello di spingervi a fare altrettanto.

Non tirate fuori le solite scuse cretine tipo "ah... ma io non sono mica un'artista!" e lasciatevi coinvolgere dalla mia trattazione.

E' vero: io sentivo fin da bambino il bisogno di esprimermi, sono effettivamente nato così. Ma è evidente che devo aver fatto qualcosa nelle precedenti incarnazioni per far nascere e coltivare questa inclinazione. E' pur vero che molti miei antenati erano musicisti, poeti o direttori di orchestra.

Ma è ancora una volta evidente che di proposito mi sono scelto una famiglia del genere al fine di coltivare quel seme prezioso.

Le circostanze della vita che ci scegliamo sono esattamente quelle che ci servono per valorizzare appieno i nostri talenti. Nel caso di un artista non significa per forza nascere figlio di un liutaio o in casa di Neruda; alcuni infatti optano per genitori che si dimostrino privi di sensibilità artistica. E lo fanno apposta:  amano molto il lavoro che intendono sviluppare e quindi scelgono situazioni in cui poter affrontare  prove difficili.

Sapete tutti cosa accade a un pallone quando viene spinto in acqua con forza: più lo mandate a fondo, maggiore sarà la forza con cui tornerà a galla e balzerà fuori dall'acqua.

Io ho scelto una famiglia in cui, a forza di essere spinto dentro l'acqua, stavo quasi per affogare! Francesco diceva che ero un fesso e che avrei fatto la fame con tutte quelle stronzate che avevo in mente di fare; Ornella mi soffocava con le sue attenzioni morbose e per proteggermi da un padre "tanto cattivo e insensibile".

Dio mio, sapeste che fatica farmi gli affari miei in una casa così! Infatti a 22 anni dalla disperazione mi sposai (mi pare fosse il 1979), pensando stupidamente che altrove sarebbe stato meglio.

Fu un assoluto disastro! Mia moglie, (creatura in realtà bellissima), aveva solo diciotto anni e potete immaginare quanta esperienza potessimo avere nell'ambito della relazione di coppia....

Come sempre accade, all'inizio fu molto bello, poi dopo pochi mesi arrivarono le prime pesanti e - naturalmente formative - esperienze. Lei non sapeva cucinare e quindi tale incombenza toccò a me (ecco spiegato perché ora sono un cuoco straordinario); e già qui il tempo da dedicare alla musica cominciò a ridursi. 

Poi un giorno bussarono alla nostra porta i Testimoni di Geova e io contento accettai prontamente di studiare la bibbia con loro. Uuuuuh, fulmini e saette uscirono dai corpi della mia dolce metà e quindi lo studio delle scritture fu subito sospeso. Poi cominciò a sentirsi trascurata a causa del tempo che dedicavo alle prove con un gruppo musicale di Torino. In fondo mi recavo lì da Milano solo una volta a settimana: partivo al mattino e tornavo alla sera, niente di terribile quindi. Ma no, lei era disperata e giunse al punto di farsi venire una vaginite epocale!


Il povero Enrico, anche influenzato dalle forti pressioni della dolce mamma di Elisabetta (mia figlia prima di conoscere te stava benissimo!), con la morte nel cuore decise di vendere il sassofono e disse addio ai suoi amici di Torino che ovviamente si incazzarono non poco. Mi incazzai ancora di più io quando seppi che il mio sax, passando di mano in mano, ora era in possesso di un grande jazzista italiano, Claudio Fasoli, che di musica e di bei strumenti evidentemente se ne intendeva assai!




Vabbè, ora penserete che finalmente la mogliettina si sarà calmata, si sarà sentita "amata" e non più trascurata.....

NIENTE AFFATTO! Pensate che quando uscivo di casa per andare a lavorare lei piangeva disperatamente, quasi come se preferissi andare a giocare al biliardo o a fare una partita di poker con gli amici anziché stare con lei.
Io invece degli amici non li avevo di sicuro e nemmeno un'amante: stavo invece assumendomi le mie responsabilità, (cosa che, credetemi, non era affatto facile dato che Ornella mi aveva abituato a "vivere nella bambagia", niente lavori in casa, una domestica, un autista tuttofare, un giardiniere, una consistente paghetta mensile..........capite ora?!?) facendo l'idraulico e portare a casa il necessario per sopravvivere.


Sì, quest'ultima è stata proprio una vita divertente, realmente una tragi-commedia all'italiana! Ma il resto della storia ve lo racconto la prossima volta: troppo ridere, si sa, può farvi male!



Enrico D'Errico


30 ottobre 2013

Continuate ad acquistare potenza nel Signore


C’è un uomo che ogni giorno percorre sentieri pericolosi al servizio della Verità e non smette un solo istante di perseguirla.

Il suo nome è Gloria, Audacia, Bellezza e Rettitudine.
La Perseveranza è sua sorella, l’Onore è suo fratello.

Ma da dove viene, come può essere nato in lui tutto questo zelo?
Dal folle amore di Dio per lui.

C’è chi parla molto e non fa mai quel che dice.
Lui si sente amato follemente e sa agire, con forza e determinazione.

I suoi lombi sono cinti di Verità ed è rivestito con la corazza della Giustizia.
Ha piedi calzati con la preparazione della buona notizia della pace.

Lui continua ad acquistare potenza nel Signore e nel potere della sua forza.
Ha con sé il grande scudo della Fede con cui spegne tutti i dardi infuocati del malvagio.
Ha accettato l’elmo della Salvezza e la spada dello Spirito.



Sa di avere un combattimento non contro carne e sangue ma contro i governi, contro le autorità, contro i governanti mondiali di queste tenebre, contro le malvagie forze spirituali che sono nei luoghi celesti; e per questa ragione è rivestito della completa armatura di Dio, affinché possa resistere nel giorno malvagio e, dopo aver fatto ogni cosa compiutamente, star fermo.

Enrico D'Errico




30 settembre 2013

Un'anima antica



Questa è una delle foto più belle che abbia mai visto.
Tu cosa ci vedi?

Io sento questo:
E' una ragazza di una bellezza sconvolgente.
Si guarda allo specchio e non ha occhi che vedono un corpo deturpato. Non giudica, non confronta le sue attuali condizioni fisiche con quelle del tempo precedente al suo incidente, prima della guerra.
Lei è un'anima e lo sa. 
Vede che non ha l'età che appare ma quella di un'anima molto antica.
E' orgogliosa della propria bellezza 
ed è consapevole che essa può guarire il pianeta.
Sa che la scelta coraggiosa compiuta 
per questa incarnazione sarà di grande aiuto 
evolutivo per lei e per coloro che la conosceranno.

22 settembre 2013

Costruttori e guerrieri, serrate le file!



Qualcuno sostiene che nei miei post ci sia spirito critico e giudizio. Ma secondo voi, per non avere spirito critico bisognerebbe parlare solo di "belle cose" di cose "positive"? A me questo pare il solito limitato atteggiamento tipico del pensiero new age "tutto è bene e tutto è buono" che ha impregnato le menti più influenzabili da trenta anni a questa parte.





Vi spiego. Una cosa è osservare il mondo e giudicarlo pensando che sia tutto sbagliato; un'altra cosa è osservare il mondo, rilevare che ci sono squilibri ma sentire comunque che è tutto perfetto così come è.

Nel primo caso chi guarda il mondo prova disagio ed esprime lamentela; nel secondo caso chi osserva esprime una valutazione con il cuore in pace.



Proseguendo voglio aggiungere che il fatto che una persona veda solo bellezza non significa automaticamente che non desideri fare cambiamenti. L'importante è che capisca che deve intervenire su di sè per poter generare miglioramenti nel mondo. La realtà è la concretizzazione della psicologia di ogni essere umano: se nel mondo osserviamo squilibri, lavorando per migliorarci, il mondo si perfeziona.
State attenti: il morbo new age ha evidentemente contagiato molti di voi; questa è una delle tante strategie di chi chi governa il mondo per farvi dormire. È una vera e propria ipnosi a suon di bastoncini di incenso, fontanine feng shui e musica rilassante. 
Servono guerrieri ora, non ebeti gentili che pensano di non far male a nessuno. 
Nella Bibbia, nel libro dell'apocalisse, si parla proprio di voi: "Conosco le tue opere, che non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo oppure caldo! Così, poiché sei tiepido e non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca." (Apocalisse 3:15 e 16)
Quelle persone tiepide, né calde né fredde, sono tutti coloro che vivono un'esistenza priva di utilità, in disparte, pensando solo ai propri interessi e senza compromettersi in nessun tipo di passione o lotta.
Coltivate il fuoco in voi, il sacro vril; strappatevi di dosso quel manto di falsa imperturbabilità, quel finto benessere: sotto si nasconde tanto dolore e tanta rabbia anestetizzata. Altri si sono scelti  modi diversi per rimuovere il loro malessere interiore: droghe voluttuarie, psicofarmaci, alcol, merendine del mulino bianco; voi invece avete fatto un viaggio a Poona, avete cambiato nome e siete tornati rincoglioniti; il mondo vi fa schifo come prima ma mentite a voi stessi e agli altri dicendo che tutto è bene, hare krishna, hare krishna.
Il Regno di Dio che si sta creando sulla terra non sa che farsene di bugiardi inebetiti e che lavorano comunque per le forze dell'ombra mantenendo il pianeta in uno stato letargico.

Questo blog si chiama "Io sono un'anima", e non l'ho chiamato così per utilizzare una frase ad effetto. Io non penso di essere un anima: so e sento di esserlo.  Non ho mai detto di essermi risvegliato, e quindi io non vedo costantemente bellezza intorno a me; peró vi garantisco che quando scrivo i miei post, visto che realmente sento i fruitori del blog come miei intimi e amati fratelli, lo faccio solo se mi trovo in uno stato di emozione superiore e se provo pace interiore; io non sento giudizio e critica in me quando dico che chi manifesta per la pace, o chi butta rifiuti tossici nel terreno o recita un mantra in genere dorme il sonno della coscienza.

Ieri, alla radio mentre cucinavo, ascoltavo una trasmissione che denunciava appunto i problemi in Campania e il mercato dei rifiuti tossici. 
Che effetto vi fa sapere che c'è qualcuno che fa queste cose? 
Vi fa rabbia, vi incazzate e gli rompereste la testa?
Io credo che certe persone debbano essere fermate, ma al tempo stesso devo dirvi che mi fanno tanta tenerezza, come bambini che insudiciano la loro stanza e nascondono tutte le cartacce dei dolciumi sotto al letto, in un posto dove non si vedano....


Infine, sebbene l'unico concetto di guerriero cui potete arrivare è quello dell'ultima campagna pubblicitaria dell'Enel, concluderò con un brano impregnato del fuoco di cui vi parlavo pocanzi:

Al nuovo Mondo il mio primo messaggio.                     
Tu che hai dato l’Ashram,
E tu che hai dato due vite, Proclama.                                                      
Costruttori e guerrieri, serrate le file.                         
Lettore, se non hai compreso rileggi,dopo qualche tempo.      
Il predestinato non è accidentale,
Le foglie cadono quand’è l’ora.                                        
E l’inverno non è che il messo della primavera.           
Tutto è rivelato; tutto è raggiungibile.                              
Vi coprirò con il Mio scudo, purché lavoriate.               
L’ho detto.
          (Dai libri dell'Agni Yoga: Foglie del giardino di Morya I)



Enrico D'Errico





29 agosto 2013

Portando a spasso Gastone


Se alla mia musica sperimentale preferisci gli 883, se per te 4 salti in padella è decisamente meglio delle mie noiosissime ricette, se il massimo di Regno che riesci a concepire è il mondo buono del mulino bianco e se sei più interessato a conoscere la vera identità di Adam Kadmon piuttosto che la tua..........................
forse questo blog non fa per te.
Peccato...proprio adesso che sono in procinto di pubblicare questo breve ma intenso post!!!


Ore 20.15, Parco Scott, Roma
E’ una splendida serata e mi dirigo col cane verso il parco. L’asfalto riflette ancora abbondantemente il calore del sole assorbito in tutta la giornata ma…..non appena i miei piedi calpestano l’erba del prato una frescura piacevolissima mi avvolge. Poi la mia attenzione è attratta da numerosi pipistrelli banchettanti con i moscerini che al tramonto qui danzano ignari del pericolo.
Il mio sguardo è rivolto al cielo, a una meravigliosa mezza luna, ma sento anche che sta rivolgendosi sempre più all’interno, al mio centro di gravità (evidentemente non ancora permanente!).
Cammino ancora e annuso l’odore di un albero appena tagliato perché era crollato e ostruiva il passaggio, pochi passi ancora e………eccolo, eccolo il mio cuore che mi invade con la sua capacità di percepire più bellezza e di farmi sentire Uno con tutto.
E penso “Io sono qui e questo momento è tutto ciò che c’è, tutto ciò che ho; un passo, un altro passo, un altro ancora e…non c’è il passo precedente, non c’è quello che ancora devo fare ma solo questo singolo passo che il mio piede imprime sul terreno…

……come ho trascorso la mia esistenza fin’ora, come ho speso il mio tempo?
Mi sono preoccupato solo di raccogliere il becchime nella mia piccola aia, o invece ho cercato di accrescere la mia capacità d’amare?  Eppure è proprio per questo che sono venuto….ma non sempre lo ricordo…

Se io fossi davanti ad un’immensa folla di “pecore senza pastore” sarei in grado di provare la stessa compassione del Cristo? Non credo proprio…
E se fossi picchiato, torturato e insultato, se soffrissi come soffrì Lui, sulla croce, saprei poi perdonare, anzi amare i miei carnefici? No, non credo…

Enrico D'Errico



12 agosto 2013

La forza del linguaggio (1)

Le parole, quale dono meraviglioso sono le parole!
Mi sono sempre interessato al linguaggio; un tempo naturalmente avevo più un approccio intellettuale con le cose e così mi piaceva indagare sull'etimologia delle parole, sulla loro provenienza e sui particolari significati che ogni sinonimo ha.
Ora che il mio cuore è più aperto e ho anche un migliore controllo dei miei corpi mi piace sentire l'energia, la forza che ogni parola possiede e cosa può generare in me.

Ad esempio, se pronuncio parole come grazia, audacia, disciplina, bellezza, glorialonganimità, e non sono presente, del loro significato profondo, della loro forza straordinaria non capisco un accidente; ma se io sono qui, presente e attento a ciò che è, e pronuncio quelle stesse parole ciò che accade è molto diverso. Ogni parola ha una sua particolare energia, ed è come se io mi sentissi alimentato, come se ognuna di quelle parole possedesse "diverse proprietà nutritive" in grado di ristorarmi e rigenerarmi.
E inoltre ovviamente quel che arriva a coloro che ascoltano è sicuramente qualcosa di più forte e impressionante.

Naturalmente quando usiamo il linguaggio in maniera appropriata diveniamo canali di una forza superiore che si esprime mediante noi, e questa è anche la ragione per cui le nostre parole possono avere una forza speciale ed essere in grado di elevare lo stato di coscienza degli ascoltatori.
Mi vengono in mente le conferenze che Rudolf Steiner tenne negli anni venti del secolo scorso: il suo uditorio spesso era composto di operai o contadini,
persone generalmente non molto colte o evolute. Eppure quasi tutti erano in grado di comprendere quel che lui diceva, e questo perché  le sue parole erano attraversate da un'energia speciale. Ora, io non so se avete mai letto le trascrizioni di quelle conferenze....no? Beh io vi assicuro che si trattava di informazioni tutt'altro che facili, e che se l'oratore fosse stata una persona comune, i presenti non avrebbero capito quasi nulla.

Quindi, dove mi può portare questo argomento?
Può portarmi, e quindi portarvi, a riflettere su quale sia la mia condizione quando parlo con gli altri; Nanni Moretti disse in in suo film che "le parole sono importanti" e certamente questo è vero ma penso che ancor più importante sia il modo in cui le pronunciamo e il modo in cui le ascoltiamo. 
Ad esempio se si pronuncia la parola "disciplina" e sia chi parla che chi ode è intrappolato nel giudizio, nella mente,  nell'inconscio collettivo con il suo fardello di connotazioni fuorvianti, ovviamente non passerà nulla della bellezza e della forza di questa parola.

Insomma: se sono nel mondo disciplina ha significato di irregimentazione militare, mancanza di libertà, qualcosa di difficile e faticoso da seguire e che mi impedisce di far ciò che voglio, mentre se sono nel Regno questa parola assume  significati bellissimi, come "ordine e particolare attenzione nel seguire una certa opera, eseguendo la quale, dopo un certo periodo posso elevare la mia coscienza e quindi avere maggiore libertà".

Concludendo, ritengo veramente importante che riflettiamo su quanto grande sia l'effetto che producono le parole su di noi e su chi ascolta; e questo concetto è espresso molto bene persino nella Bibbia dove viene detto che le parole possono essere un'arma pericolosa, una spada in grado di ferire; ma noi faremo quindi bene a ricordare anche le parole di Proverbi 25:11 dove viene detto:
"Come mele d'oro in cesellature d'argento è una parola pronunciata al tempo giusto".

Enrico D'Errico

...continua nel prossimo post dove parleremo delle esperienze di Masaru Emoto con l'acqua e del lavoro interessantissimo con le piante svolto da Tompkins e Bird.

8 agosto 2013

Sul "diritto d'autore"

"L'arte non viene da noi ma attraverso di noi.....Noi non siamo la Sorgente ma un canale per la Sorgente.
Connettendoci alla Sorgente, che è TUTTO, noi rendiamo grazie, noi lodiamo e impariamo." 
                                                              Leon Botha

Negli ultimi anni, mentre scrivevo o facevo musica, mi sono accorto che le cose migliori che componevo erano quelle in cui c'era maggiore ispirazione, vale a dire quelle in cui la mia personalità si metteva più da parte facendo posto all'energia celeste che si serve dell'uomo per portare sulla terra più bellezza.
In poche parole se a scrivere sono solo io vengono fuori cose mediocri e troppo mentali; se invece mi lascio utilizzare come strumento le cose che scrivo o le canzoni che compongo sono di qualità decisamente superiore. Questo mi portò a scrivere, ormai tre anni or sono, un capitolo del mio libro "Io sono un'Anima" tutto dedicato al diritto d'autore.
Da quel capitolo è tratto il frammento che state per leggere: 


 SUL DIRITTO D’AUTORE

Negli ultimi decenni, la diffusione di internet, dei computer, degli Smartphone, gli Ipod, ha privato gli artisti, e le società che gestiscono i diritti sulle loro opere d’ingegno, di una bella fetta di guadagno.
Io scrivo poesie da quando ero bambino; poi dopo i vent’anni ho cominciato a comporre canzoni e infine, da quando avevo trentadue anni, mi sono dedicato all’insegnamento mediante seminari e testi scritti di mio pugno.
Ho sempre avuto un’istintiva difficoltà ad accostarmi al mondo del professionismo convenzionale e soprattutto alla società italiana degli autori e degli editori. L’idea di affidare un’opera del ”mio ingegno” a un organismo statale che mi permettesse di dimostrare di esserne l’autore, tutelandomi da eventuali tentativi di plagio, e che potesse garantirmi un introito, qualora i miei brani musicali o i miei scritti fossero utilizzati pubblicamente, non l’ho mai potuta digerire: ora so perché.
Adesso sono certo che presto nessuno avrà più il coraggio di affermare che ciò che produce è suo e ha diritto quindi a percepirne un guadagno. La proprietà privata è in un certo senso un furto, ma anche la visione hippy dei figli dei fiori degli anni 70, quella del “tutto in comune, amore libero e non fate la guerra” è un’aberrazione. In realtà c’era anche lì una parte di verità, come sempre, perché ogni cosa contiene in sé i tratti del vecchio mondo e quelli del mondo nuovo, nulla è di per sé errato o giusto ma va valutato in un contesto più generale e unitario. A volte alcuni hanno una visione del nuovo mondo molto lucida, precisa e incoraggiano altri ad adeguarsi al ritmo evolutivo, mentre le visioni ottenute con l‘hascisc e la marijuana non sono molto affidabili! 



Nikolas Roerich, ancora sconosciuto al grande pubblico, era una di queste persone chiaroveggenti ed era un artista straordinario; egli aveva una visione dell’arte che mi sento di condividere completamente. Ecco uno stralcio di uno dei suoi scritti:




“L’Arte unificherà l’umanità intera.
L’Arte è una indivisibile. 
L’Arte è la manifestazione della sintesi futura.
Le porte della “fonte sacra” devono aprirsi a tutti.
Allora molti cuori, con amore rinnovato, 
saranno pervasi dalla luce dell’Arte.
Rendete l’Arte accessibile a ogni uomo, essa gli appartiene.
Noi non dovremmo abbellire e ornare solo i nostri musei e le biblioteche,
le università e i teatri, ma anche le prigioni. 
Allora non ci sarà più alcuna prigione.
Quest’idea, che oggi appartiene al museo e alla scena, deve penetrare nella vita quotidiana.
Il segno della Bellezza aprirà le sacre porte”


Quindi, secondo il principio della libera circolazione dell’Arte, intesa non come proprietà di chi la concretizza, ma come ispirazione proveniente dall’alto, con la mia musica, le fotografie, le poesie, i seminari e gli spettacoli musicali, affermo il mio diritto e dovere di rendere ciò che di fatto non è mio, disponibile a chiunque voglia farne l’uso più opportuno. 

Ci sarebbe poi da fare una precisazione: in realtà le opere che si possono realmente definire ispirate dall’alto sono veramente la minoranza; tutte le altre sono solo delle imitazioni, magari anche ben riuscite, ma solo delle imitazioni. Come si può distinguere un artista da uno che non lo è? Come si può riconoscere un vero maestro da un mediocre imitatore? La differenza è abissale ma non sempre è facile notarla. Un vero artista, un insegnante fidato, è chi per primo ha incarnato ciò che insegna o riproduce, con il segno sulla tela, con le vibrazioni del suo strumento musicale, con i versi delle poesie; chi prima ha fatto un lavoro di riscoperta del vero se stesso e poi ha cominciato a distribuire agli altri il fiume di creatività che impetuoso scorre nel suo cuore. Il pittore che, come Paul Klee, sia in grado di dire: 
  “……il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore“. 
Lo scultore che, come Michelangelo, percepisce che quel blocco di marmo che sta sgrossando contiene in sé già la forma che lo ispira a lavorare. Il cantante che, mentre canta, sente di “essere il canto”. 
Parlando di musica, possiamo fare l’esempio di uno dei più grandi esecutori di tutti i tempi: Glenn Gould. Egli diede il meglio di sé nell’eseguire al pianoforte opere di altri musicisti. Non conosco un altro pianista con la sua sensibilità e capacità di immedesimarsi completamente nella musica da eseguire. Glenn non suonava, diventava la musica. Era in grado di recuperare pienamente lo spirito del compositore e attualizzare l’esecuzione alle necessità del suo tempo. Un interprete, insomma, in grado di far arrivare al nostro cuore messaggi esoterici inviati da Dio stesso mediante il compositore vissuto secoli prima e quindi tramite il nuovo esecutore. Andate in rete e troverete filmati molto interessanti su di lui.
In questo momento mi sembra assai degna di essere menzionata Hélène Grimaud, una giovane e bella donna francese; è una pianista e come Glenn Gould altrettanto in grado di interpretare partiture conferendo a esse colori fin ora sconosciuti. Andate a vedere un filmato dei suoi concerti e capirete perché mi piaccia tanto.

Enrico D'Errico

1 agosto 2013

Una vita sublime


E' veramente bello svegliarsi al mattino avendo nel cuore un solo pensiero: parlarvi. Il web è veramente un mezzo fantastico! Un tempo, per comunicare con qualcuno avevo la possibilità di prendere un foglio di carta e iniziare a scrivere; una volta terminata la lettera avrei infilato il foglio in una busta, e, dopo averla affrancata, l'avrei imbucata nella più vicina cassetta delle lettere. Dopo alcuni giorni le mie parole avrebbero raggiunto il destinatario e finalmente sarebbero state lette. Oggi, mentre scrivo questo post, so che tra pochi minuti potrebbe essere letto, non più da una sola persona, ma da chiunque voglia collegarsi in qualsiasi parte del mondo. 
Ma in realtà ciò che rende veramente bello questo giorno, ciò che lo rende sublime, è il sentire che non potrebbe esserci nulla di più bello di questo momento: tutto ciò che ho, che esiste veramente, sono io, un'anima che utilizza il suo corpo per battere i tasti di questa tastiera, qui e ora. Mentre scrivo il rombo dei motori delle automobili sta già cominciando a prevalere sul canto degli uccelli; tra poco andrò a stendere il bucato e preparerò una tazza abbondante di caffè o forse di quel delizioso té biodinamico che ho comprato alla Conad. Il mio mattino sarà dedicato a cose normali, piccole e semplici, ma quanta bellezza c'è in queste cose se io sono presente. Un tempo queste stesse cose avrebbero rappresentato il pesante fardello di un nuovo giorno da affrontare, coi suoi problemi e la sua angoscia esistenziale. Oggi quella stessa giornata è diventata una nuova avventura, dominata dall'imprevedibilità. Ciò che prima era faticoso e scontato adesso è divertente ed entusiasmante, ciò che prima era sopravvivenza adesso è Vita. Ora so che questa nuova condizione non è solo il risultato di anni passati a sforzarmi di  osservarmi: ciò che sento è soprattutto un dono del cielo, una grazia. E gratitudine è proprio il sentimento che più impregna questo momento in cui sono qui con voi, a parlare. E' gioioso avere amici con cui aprire il proprio cuore: cos'altro posso desiderare di più bello? E la cosa buffa è che  in realtà tutto ciò che ho adesso è stato sempre presente: ero io che non c'ero. E già, certo che non c'ero: dormivo! Il mio sguardo non era in grado di cogliere tutta la bellezza che scorge ora, ma essa ovviamente era già tutta lì, presente, completa nella sua perfezione. Come avrei potuto stamattina non desiderare di parlarvi di tutto ciò, il più presto possibile?

Enrico D'Errico