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13 dicembre 2013

Le aspettative degli altri


Esaminiamo insieme la capziosità di uno dei tanti insegnamenti che circolano di prepotenza nell’ambiente della cosiddetta ricerca spirituale: 


“Le aspettative degli altri vanno 
sistematicamente deluse”. 

Questo è uno dei concetti fondamentali su cui ho costruito la mia educazione negli ultimi quindici anni. In un’ottica di tipo evolutivo, in linea di principio generale, questa idea è corretta: infatti, se dentro di me sento che qualcosa è giusto, devo ignorare le opinioni altrui, e stare molto all’erta per evitare influenze manipolatorie e devianti. Vediamo però insieme quale tranello può nascondere il concetto di base.

Qualsiasi cosa le persone ascoltino, tendono a trasferirla al loro basso livello di comprensione, mentre ciò che dovrebbero fare è elevare il loro livello  all’altezza del concetto. Nello stato di coscienza di mondo, tutti tendiamo a dissacrare, despiritualizzare ogni cosa. Tendiamo a sfrondarla da ciò che non ci sembra importante, ai fini dell’unica cosa che ci interessa: sopravvivere. Quando bevo un bicchiere di acqua pura posso avere atteggiamenti molto diversi secondo il mio stato di coscienza: se sono nel mondo penserò che è soltanto un mezzo per dissetarmi; se sono nel Regno sentirò crescere dentro di me un senso di stupore e gratitudine per la ricchezza di quell’ennesima testimonianza dell’amore do Dio per me. 


La stessa cosa accade anche per gli insegnamenti spirituali. E’ evidente che le persone nel mondo vivono in un rapporto sociale molto grossolano, come in una specie di branco; quindi un’esortazione come quella che costituisce il tema dell’argomento che stiamo sviscerando, va vista come uno stimolo a cominciare a sciogliere questi legami sociali che limitano molto la nostra libertà. Già, ma libertà di fare che cosa?
Vedete, qui sta il punto. Se ci si libera dai legami cogli altri si può arrivare a coltivare il proprio ego in una misura esagerata, pensando che questo sia giusto.

Dopo un iniziale senso di disagio dovuto all’integrazione di un concetto tanto diverso dai limiti imposti dalla società e dalle religioni organizzate e alla perdita del proprio abituale baricentro, ho visto molte persone diventare estremamente egoiste e arraffone, inseguendo solo la soddisfazione dei propri desideri passionali. In realtà, non solo non cambia nulla, ma anzi c’è un peggioramento. La modalità di sfruttarsi reciprocamente resta uguale a prima ma adesso possiamo finalmente giustificarci dicendo che nessuno deve soddisfare le aspettative degli altri. Facciamo un esempio pratico riguardante la vita di coppia. Una donna si lamenta della grossolanità del marito mentre lei desidererebbe essere trattata con maggiore delicatezza e attenzione. L’uomo, dopo aver frequentato un bel corso New Age afferma “cara, questo è un problema tuo, io non sono preposto alla soddisfazione dei tuoi bisogni; a questo ci devi pensare tu, è una tua responsabilità, non posso mica venire incontro a tutte le tue piccole aspettative di donna!”.

Ora dopo molti anni di scelte dolorose, di condizionamenti fuorvianti, ancora una volta posso dire che l’unica guida sicura per le persone è la Bibbia: lì, e non altrove, ci sono le indicazioni, tutte le indicazioni che ci servono. Naturalmente dobbiamo chiedere aiuto al loro autore per poterle applicare alla propria vita, e non a qualche insegnante che sfrutta il valore e l’energia di quelle scritture. Se in questo cammino di evoluzione spirituale capiremo di aver bisogno anche di una guida terrena, cerchiamo di sceglierla con cura.

Non sto affermando che fra tutti quelli che lavorano per il prossimo non ci siano persone meritevoli: sto solo tentando di mettervi in guardia. Prestate particolare attenzione a coloro che per il loro insegnamento si servono dei Vangeli o altri scritti sacri appartenenti alle tradizioni orientali. Le Sacre Scritture vibrano di grande potenza e hanno la capacità di risvegliare coloro che le leggono ma, utilizzate da falsi maestri, diventano un potente mezzo di addormentamento. (2° Corinti 11:13-14)

In Isaia cap. 5, verso 20, si parla di coloro che torcono le Sacre Scritture a proprio vantaggio e che affermano che è male ciò che è bene e bene ciò che è male.

Una delle cose peggiori che un falso maestro possa fare è quella di indurvi a credere che non esistano creature malvagie, o comunque che esse non abbiano alcun tipo d’influenza su di voi. È evidente che nel corso del tempo, grazie alla naturale evoluzione del pianeta e dei suoi abitanti, il concetto di demonio e di angeli deviati si è giustamente modificato. Ora, alla luce della nuova consapevolezza irradiata sul pianeta anche e soprattutto grazie al sacrificio vivificante del Signore Gesù Cristo, sappiamo che se il Padre ha permesso l’esistenza di satana ci devono essere ragioni ben valide. Personalmente credo che le prove cui i demoni ci sottopongono siano veramente importanti per la nostra crescita spirituale. Esse ci permettono di verificare quanto forte sia la nostra fede, e, come una palla di gomma che è immersa con forza tende a tornare a galla, anzi ancora più in alto, così noi, se usciamo vittoriosi da una prova, riceveremo un forte impulso per essere ristabiliti e ottenere una fede ancora maggiore, in un’inarrestabile ascesi di luce.

Non è un caso che Gesù sia stato sottoposto alle tentazioni demoniche, e proprio prima di portare a termine il suo incarico, al fine di essere raffinato e rafforzato per essere sottoposto al sacrificio più grande che un essere umano abbia mai subito.

E non è certo un caso che uno dei nomi del diavolo sia proprio lucifero, che deriva da due parole latine, il vocabolo “lux” e il verbo “fero”, a ricordarci ancora il fatto che se ci troviamo nella confusione, nelle tenebre dell’ignoranza, una prova difficile potrebbe “portare” nuova “luce” nella nostra vita.






A proposito di falsi maestri, il 19 dicembre pubblicherò un proclama nei confronti della religione organizzata che ha maggiormente contribuito a tenere le persone nell'ignoranza e a diffondere come dottrine insegnamenti di uomini anziché la parola di Dio (Marco 7:6-8): ovviamente sto parlando della chiesa cattolica romana. 

Enrico D'Errico

Questo post è tratto da "Io sono un'anima", il mio libro disponibile a partire da gennaio, in formato ebook.

22 settembre 2013

Costruttori e guerrieri, serrate le file!



Qualcuno sostiene che nei miei post ci sia spirito critico e giudizio. Ma secondo voi, per non avere spirito critico bisognerebbe parlare solo di "belle cose" di cose "positive"? A me questo pare il solito limitato atteggiamento tipico del pensiero new age "tutto è bene e tutto è buono" che ha impregnato le menti più influenzabili da trenta anni a questa parte.





Vi spiego. Una cosa è osservare il mondo e giudicarlo pensando che sia tutto sbagliato; un'altra cosa è osservare il mondo, rilevare che ci sono squilibri ma sentire comunque che è tutto perfetto così come è.

Nel primo caso chi guarda il mondo prova disagio ed esprime lamentela; nel secondo caso chi osserva esprime una valutazione con il cuore in pace.



Proseguendo voglio aggiungere che il fatto che una persona veda solo bellezza non significa automaticamente che non desideri fare cambiamenti. L'importante è che capisca che deve intervenire su di sè per poter generare miglioramenti nel mondo. La realtà è la concretizzazione della psicologia di ogni essere umano: se nel mondo osserviamo squilibri, lavorando per migliorarci, il mondo si perfeziona.
State attenti: il morbo new age ha evidentemente contagiato molti di voi; questa è una delle tante strategie di chi chi governa il mondo per farvi dormire. È una vera e propria ipnosi a suon di bastoncini di incenso, fontanine feng shui e musica rilassante. 
Servono guerrieri ora, non ebeti gentili che pensano di non far male a nessuno. 
Nella Bibbia, nel libro dell'apocalisse, si parla proprio di voi: "Conosco le tue opere, che non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo oppure caldo! Così, poiché sei tiepido e non sei né caldo né freddo, ti vomiterò dalla mia bocca." (Apocalisse 3:15 e 16)
Quelle persone tiepide, né calde né fredde, sono tutti coloro che vivono un'esistenza priva di utilità, in disparte, pensando solo ai propri interessi e senza compromettersi in nessun tipo di passione o lotta.
Coltivate il fuoco in voi, il sacro vril; strappatevi di dosso quel manto di falsa imperturbabilità, quel finto benessere: sotto si nasconde tanto dolore e tanta rabbia anestetizzata. Altri si sono scelti  modi diversi per rimuovere il loro malessere interiore: droghe voluttuarie, psicofarmaci, alcol, merendine del mulino bianco; voi invece avete fatto un viaggio a Poona, avete cambiato nome e siete tornati rincoglioniti; il mondo vi fa schifo come prima ma mentite a voi stessi e agli altri dicendo che tutto è bene, hare krishna, hare krishna.
Il Regno di Dio che si sta creando sulla terra non sa che farsene di bugiardi inebetiti e che lavorano comunque per le forze dell'ombra mantenendo il pianeta in uno stato letargico.

Questo blog si chiama "Io sono un'anima", e non l'ho chiamato così per utilizzare una frase ad effetto. Io non penso di essere un anima: so e sento di esserlo.  Non ho mai detto di essermi risvegliato, e quindi io non vedo costantemente bellezza intorno a me; peró vi garantisco che quando scrivo i miei post, visto che realmente sento i fruitori del blog come miei intimi e amati fratelli, lo faccio solo se mi trovo in uno stato di emozione superiore e se provo pace interiore; io non sento giudizio e critica in me quando dico che chi manifesta per la pace, o chi butta rifiuti tossici nel terreno o recita un mantra in genere dorme il sonno della coscienza.

Ieri, alla radio mentre cucinavo, ascoltavo una trasmissione che denunciava appunto i problemi in Campania e il mercato dei rifiuti tossici. 
Che effetto vi fa sapere che c'è qualcuno che fa queste cose? 
Vi fa rabbia, vi incazzate e gli rompereste la testa?
Io credo che certe persone debbano essere fermate, ma al tempo stesso devo dirvi che mi fanno tanta tenerezza, come bambini che insudiciano la loro stanza e nascondono tutte le cartacce dei dolciumi sotto al letto, in un posto dove non si vedano....


Infine, sebbene l'unico concetto di guerriero cui potete arrivare è quello dell'ultima campagna pubblicitaria dell'Enel, concluderò con un brano impregnato del fuoco di cui vi parlavo pocanzi:

Al nuovo Mondo il mio primo messaggio.                     
Tu che hai dato l’Ashram,
E tu che hai dato due vite, Proclama.                                                      
Costruttori e guerrieri, serrate le file.                         
Lettore, se non hai compreso rileggi,dopo qualche tempo.      
Il predestinato non è accidentale,
Le foglie cadono quand’è l’ora.                                        
E l’inverno non è che il messo della primavera.           
Tutto è rivelato; tutto è raggiungibile.                              
Vi coprirò con il Mio scudo, purché lavoriate.               
L’ho detto.
          (Dai libri dell'Agni Yoga: Foglie del giardino di Morya I)



Enrico D'Errico