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30 dicembre 2019

TUTTO SI DISSOLVERA'




Come vi sentite all'idea che tutto il visibile, il mondo materiale, quel che conoscete e persino voi stessi, sia sottoposto all'inevitabile legge del dissolvimento?
Stamane ci ho riflettuto e ho avvertito un piacere particolare impregnare la mia coscienza.
Esiste un movimento artistico che ha cominciato a diffondersi all'inizio degli anni 60 del secolo scorso chiamato "Land art" che, almeno in parte, si basa su questo principio; come mandala di sabbia che con un soffio di vento sono spazzati via, queste opere d'arte vengono realizzate nella natura, sottoposte agli agenti atmosferici e quindi destinate a dissolversi.



Battiato ha ulteriormente approfondito questo principio nella sua canzone 
"La porta del spavento supremo":
Quello che c'è, ciò che verrà, ciò che siamo stati 
e comunque andrà, tutto si dissolverà. 
Nell'apparenza e nel reale, nel regno fisico o in quello astrale, 
tutto si dissolverà. 
Sulle scogliere fissavo il mare 
che biancheggiava nell'oscurità, tutto si dissolverà. 
Bisognerà per forza attraversare alla fine 
la porta dello spavento supremo.
https://youtu.be/rjH2yce4WjY


Anche in Italia esiste un luogo magico, una sorta di museo a cielo aperto, chiamato Arte Sella e si trova in provincia di Trento; vi consiglio caldamente di visitarlo: è un luogo colmo di bellezza!

http://www.artesella.it/it/



18 maggio 2014

L'arte è un martello...


"L'arte non è uno specchio che si può far vedere alla società, l'arte è un martello con il quale si deve dare forma alla società".
Vladimir Majakovskij

"Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi".
Pablo Picasso

20 gennaio 2014

Farete cose più grandi di me 1

In un articolo precedente, "Recate bellezza sul pianeta", ho narrato l'esperienza personale riguardante la scoperta e la salvaguardia della mia missione su questa terra. Qui finché ti fai soltanto gli affari tuoi (che poi non sono affatto tuoi ma programmati da altri), finché resti buono buono nel tuo bozzolo letargico senza tentare di uscirne, tutto sembra andare piuttosto bene. 
Ma non appena metti il naso fuori da lì, forze "ostili" cominciano a concentrare i loro sforzi per impedirti di risvegliarti. Se poi scopri e valorizzi il tuo talento artistico, i nostri "gentili fratelli dell'ombra" non ti danno più tregua. Naturalmente all'inizio ancora non sai che sei tu stesso ad esserti creato quelle difficoltà con le tue caratteristiche interiori da conoscere e alchemizzare: quindi lotti, con quel poco che conosci e con le sole tue forze, per cercare di liberarti. Più cerchi di slegarti e più l'energia che impieghi viene sfruttata dai tuoi "avversari", soprattutto se ti lamenti per le tue circostanze difficili. Ma un paziente lavoro su di sé, al fine di conoscere i propri meccanismi e una costante dedizione alla preghiera ti consentono poco alla volta di sciogliere i tuoi legami.

Le emozioni superiori sono il carburante che consente al cuore di essere scaldato e quindi di aprirsi.
Scoprire la vena artistica in ciascuno di noi permette di accendere il fuoco, di provare la gioia crescente che un giorno ci permetterà di aprire il cuore e uscire dal sonno della coscienza.
Ma incarnare ispirazioni artistiche non è difficile?
No, non lo è; il Pianeta è come circondato da un vibrante alone di   creatività, che non chiede niente di meglio che poter essere canalizzata mediante gli esseri umani. Se cercate di centrarvi, di creare spazi di silenzio nella vostra giornata, a poco a poco potreste scoprire quanto affermo. Naturalmente ciascuno deve scoprire il suo personale modo di portare maggiore bellezza sul pianeta: per alcuni sarà mediante la pittura o la danza, per altri tramite la poesia, per altri ancora mediante l'arte sacra del sesso.  "Fare l’amore, vuol dire infatti costruire amore, portare amore in un luogo in cui c’è bisogno d’esso. Significa portare più bellezza in un mondo dove c’è già tanta perfezione, ma dove comunque tu hai la responsabilità di fare la tua parte per perfezionare il perfettibile. Significa rendere il tuo corpo, e quello del partner, un tempio sacro in cui il divino possa farti visita." (Dal libro "Io sono un'anima: ritrovare se stessi ed entrare nel Regno di Dio e dal mio post del 25 settembre 2013)


Nuovi insegnanti
Un ulteriore modo di fare arte, è quello di aiutare altri esseri umani a scoprire quale miracolo essi rappresentino, quale straordinaria opera artistica essi siano. 
Molti di noi, molti di voi che state leggendo, sono chiamati a scoprire, valorizzare e praticare l'arte dell'insegnamento.

Ma chi dovrebbe insegnare e quando potrà cominciare a farlo? 
La scrittura di Giacomo 4:17 afferma che se sappiamo farei il bene e non lo facciamo commettiamo peccato. Quando abbiamo qualcosa di prezioso, sia esso qualcosa che ha a che fare con i piani più materiali come le nostre risorse economiche, la nostra casa, il nostro cibo, per arrivare ad aspetti più sottili come i nostri sentimenti o valori di natura più spirituale, quando insomma abbondiamo in cose che mancano ad altri, dovremmo naturalmente sentirci spinti a condividerle, facendo nostro lo spirito del "c'è più felicità nel dare che nel ricevere".

Ma è inevitabile, per le persone che sono identificate col piano terreno della dualità,  coloro che non hanno ancora il cuore aperto e che vivono in uno stato di coscienza dove non c'è vita ma solo sopravvivenza, è inevitabile dicevo che applichino lo stesso atteggiamento egoistico manifestato per il possesso delle cose materiali anche ai beni cosiddetti più spirituali. Dovranno passare attraverso una fase in cui, dopo  essere stati grandemente benedetti dal cielo, non si rendano conto che le conoscenze e i talenti acquisiti sono soprattutto la manifestazione della grazia divina.
Ma se ti appropri di ciò che non è tuo e te ne vanti come se lo fosse, rallenterai enormemente il tuo cammino evolutivo fino a farlo arrestare del tutto. Nell'universo tutto per rimanere in vita deve scorrere, crescere, alimentarsi e alimentare, in un flusso di scambio incessante; ogni volta che con i nostri atteggiamenti egoici, con i nostri "peccati", falliamo il bersaglio del risveglio e non siamo più rivolti alla luce ma a noi stessi, creiamo stagnazione e, come l'acqua che quando ristagna imputridisce, anche noi diventiamo non solo improduttivi ma anche creatori di malessere e menzogna.

Tutti dovrebbero sentirsi spinti quindi a dare ciò che hanno, ad ogni livello, agli altri componenti dell'umanità, e ampliando il proprio stato di coscienza si comprende bene che ogni elemento del genere umano è chiamato al sacrificio di sé, a rendere sacro se stesso, il proprio agire e col proprio agire rendere sacri gli altri. L'esempio massimo di ciò è quel che fece il Cristo Gesù che diede se stesso, condivise con gli altri tutto ciò che aveva, tutti i talenti ricevuti dal Padre e persino la sua vita. Già appena nato era impregnato dello spirito di sacrificio; questo è evidente anche dal luogo in cui fu deposto: una mangiatoia. Già allora stava dicendo al genere umano "eccomi sono qui, tutto per voi, mangiatemi, saziatevi della mia carne e del mio sangue, bevete quest'acqua della vita che sono in grado di darvi e non avrete più né sete ne fame. Impregnatevi dello spirito santo che tramite il Padre io emano e conoscerete la verità che vi renderà liberi.

continua...




Enrico D'Errico
Moriturus te salutat





13 gennaio 2014

Recate bellezza sul pianeta!


« Posandosi su un oggetto o un essere, ogni raggio di sole gli comunica qualcosa di vivo. Anche le pietre hanno bisogno della vita che ricevono dal sole. Sì, perché le pietre, benché inanimate, sono vive. La vita, ovviamente, è più percepibile nelle piante, che crescono, si moltiplicano e fruttificano grazie alla luce solare. Negli animali, poi, i raggi del sole si trasformano non solo in vitalità, ma anche in sensibilità. Infine, negli esseri umani i raggi del sole diventano intelligenza, ragione. È infatti a partire dal regno umano che la luce trova un'accoglienza abbastanza completa per manifestarsi come pensiero.     Lo spirito che vi parla attraverso la bocca di uomini e donne è dunque un’emanazione della luce solare. Attraverso loro, è la luce che pensa, che parla, canta e crea. Via via che si apre un varco negli esseri, la luce appare sotto forma di intelligenza, di amore, di bellezza, di nobiltà, di forza. »
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Come scrittore e musicista conosco molto bene questo concetto di lasciarsi attraversare dall'Esistenza.
Ogni volta che, sentendomi in uno stato di grazia, devo ubbidire alle indicazione ricevute, cerco di mantenere elevato il mio stato vibratorio così da poter continuare ad essere attraversato senza alcun impedimento dall'energia creativa.

L'intento di questo post, del precedente e di quelli che seguiranno, non è però soltanto quello di parlarvi del modo in cui io porto bellezza sul pianeta ma quello di spingervi a fare altrettanto.

Non tirate fuori le solite scuse cretine tipo "ah... ma io non sono mica un'artista!" e lasciatevi coinvolgere dalla mia trattazione.

E' vero: io sentivo fin da bambino il bisogno di esprimermi, sono effettivamente nato così. Ma è evidente che devo aver fatto qualcosa nelle precedenti incarnazioni per far nascere e coltivare questa inclinazione. E' pur vero che molti miei antenati erano musicisti, poeti o direttori di orchestra.

Ma è ancora una volta evidente che di proposito mi sono scelto una famiglia del genere al fine di coltivare quel seme prezioso.

Le circostanze della vita che ci scegliamo sono esattamente quelle che ci servono per valorizzare appieno i nostri talenti. Nel caso di un artista non significa per forza nascere figlio di un liutaio o in casa di Neruda; alcuni infatti optano per genitori che si dimostrino privi di sensibilità artistica. E lo fanno apposta:  amano molto il lavoro che intendono sviluppare e quindi scelgono situazioni in cui poter affrontare  prove difficili.

Sapete tutti cosa accade a un pallone quando viene spinto in acqua con forza: più lo mandate a fondo, maggiore sarà la forza con cui tornerà a galla e balzerà fuori dall'acqua.

Io ho scelto una famiglia in cui, a forza di essere spinto dentro l'acqua, stavo quasi per affogare! Francesco diceva che ero un fesso e che avrei fatto la fame con tutte quelle stronzate che avevo in mente di fare; Ornella mi soffocava con le sue attenzioni morbose e per proteggermi da un padre "tanto cattivo e insensibile".

Dio mio, sapeste che fatica farmi gli affari miei in una casa così! Infatti a 22 anni dalla disperazione mi sposai (mi pare fosse il 1979), pensando stupidamente che altrove sarebbe stato meglio.

Fu un assoluto disastro! Mia moglie, (creatura in realtà bellissima), aveva solo diciotto anni e potete immaginare quanta esperienza potessimo avere nell'ambito della relazione di coppia....

Come sempre accade, all'inizio fu molto bello, poi dopo pochi mesi arrivarono le prime pesanti e - naturalmente formative - esperienze. Lei non sapeva cucinare e quindi tale incombenza toccò a me (ecco spiegato perché ora sono un cuoco straordinario); e già qui il tempo da dedicare alla musica cominciò a ridursi. 

Poi un giorno bussarono alla nostra porta i Testimoni di Geova e io contento accettai prontamente di studiare la bibbia con loro. Uuuuuh, fulmini e saette uscirono dai corpi della mia dolce metà e quindi lo studio delle scritture fu subito sospeso. Poi cominciò a sentirsi trascurata a causa del tempo che dedicavo alle prove con un gruppo musicale di Torino. In fondo mi recavo lì da Milano solo una volta a settimana: partivo al mattino e tornavo alla sera, niente di terribile quindi. Ma no, lei era disperata e giunse al punto di farsi venire una vaginite epocale!


Il povero Enrico, anche influenzato dalle forti pressioni della dolce mamma di Elisabetta (mia figlia prima di conoscere te stava benissimo!), con la morte nel cuore decise di vendere il sassofono e disse addio ai suoi amici di Torino che ovviamente si incazzarono non poco. Mi incazzai ancora di più io quando seppi che il mio sax, passando di mano in mano, ora era in possesso di un grande jazzista italiano, Claudio Fasoli, che di musica e di bei strumenti evidentemente se ne intendeva assai!




Vabbè, ora penserete che finalmente la mogliettina si sarà calmata, si sarà sentita "amata" e non più trascurata.....

NIENTE AFFATTO! Pensate che quando uscivo di casa per andare a lavorare lei piangeva disperatamente, quasi come se preferissi andare a giocare al biliardo o a fare una partita di poker con gli amici anziché stare con lei.
Io invece degli amici non li avevo di sicuro e nemmeno un'amante: stavo invece assumendomi le mie responsabilità, (cosa che, credetemi, non era affatto facile dato che Ornella mi aveva abituato a "vivere nella bambagia", niente lavori in casa, una domestica, un autista tuttofare, un giardiniere, una consistente paghetta mensile..........capite ora?!?) facendo l'idraulico e portare a casa il necessario per sopravvivere.


Sì, quest'ultima è stata proprio una vita divertente, realmente una tragi-commedia all'italiana! Ma il resto della storia ve lo racconto la prossima volta: troppo ridere, si sa, può farvi male!



Enrico D'Errico


31 dicembre 2013

Sul diritto d'autore: precisazioni

Questo post si ricollega a quello dell'8 agosto, dove ho scritto: "Quindi, secondo il principio della libera circolazione dell’Arte, intesa non come proprietà di chi la concretizza, ma come ispirazione proveniente dall’alto, con i miei libri, la mia musica, le fotografie, le poesie, i seminari e gli spettacoli musicali, affermo il mio diritto e dovere di rendere ciò che di fatto non è mio, disponibile a chiunque voglia farne l’uso più opportuno".

Mi sono resoconto che quanto ho detto si presta a interpretazioni del tipo "Alé...copiate e piratate tutto liberamente!!!"

Ora vorrei spiegare che duplicare un CD o il PDF di un ebook è decisamente un comportamento stupido. 
La lungimiranza è una caratteristica che l’uomo comune sta ancora sviluppando e attualmente è allo stadio larvale. L’uomo saggio sa che sostenere un’economia basata a priori sul risparmio, la furbizia e l’avarizia, non può che generare povertà.

Nel periodo di crisi planetaria in cui ci troviamo, veniamo vagliati e raffinati per essere introdotti nel nuovo sistema di cose mondiale ormai alle porte, una nuova età dell’oro pregna di pace e prosperità.

Anche un deficiente può capire che un artista, sia esso uno scrittore o un musicista, può dedicarsi liberamente alla propria creatività solo se ha il necessario per pagare le sue spese.



Facciamo un esempio pratico:
Un musicista ha realizzato un CD che gli è costato 9 mesi di intenso lavoro, l’affitto di uno studio di registrazione e il costo dei musicisti che hanno collaborato. Lo vende a 12 euro; se lo vende a 100 persone ottiene un ricavo di 1.200 euro (Questo non basta neanche lontanamente a coprire le sue spese, ma è comunque una cifra abbastanza consistente). Se invece lo vende a venti persone e ognuna di loro ne fa una copia per 4 altre, il CD ha raggiunto comunque 100 persone ma il ricavo del musicista è di soli 240 euro, il che significa che l’autore, non solo non potrà rientrare delle sue spese, ma non potendosi mantenere con il lavoro artistico, sarà costretto ad andare a scaricare le cassette di frutta e verdura al mattino presto ai mercati generali di Porta Palazzo. Naturalmente non c’è nulla di sbagliato o umiliante in questo ripiego, ma certo la sua attività artistica ne risentirà e questo sarà a svantaggio di tutti.
Chiaro vero?

Quindi, d’ora innanzi, quando stai per fotocopiare un libro o scaricarlo da internet, fermati un momento a riflettere.

Insomma, quando acquistiamo un libro o un’opera musicale, stiamo in realtà semplicemente mantenendo economicamente un artista affinché possa continuare a ricevere, a beneficio di tutti, le ispirazioni divine che noi non riusciamo a incarnare.

Enrico D'Errico

8 agosto 2013

Sul "diritto d'autore"

"L'arte non viene da noi ma attraverso di noi.....Noi non siamo la Sorgente ma un canale per la Sorgente.
Connettendoci alla Sorgente, che è TUTTO, noi rendiamo grazie, noi lodiamo e impariamo." 
                                                              Leon Botha

Negli ultimi anni, mentre scrivevo o facevo musica, mi sono accorto che le cose migliori che componevo erano quelle in cui c'era maggiore ispirazione, vale a dire quelle in cui la mia personalità si metteva più da parte facendo posto all'energia celeste che si serve dell'uomo per portare sulla terra più bellezza.
In poche parole se a scrivere sono solo io vengono fuori cose mediocri e troppo mentali; se invece mi lascio utilizzare come strumento le cose che scrivo o le canzoni che compongo sono di qualità decisamente superiore. Questo mi portò a scrivere, ormai tre anni or sono, un capitolo del mio libro "Io sono un'Anima" tutto dedicato al diritto d'autore.
Da quel capitolo è tratto il frammento che state per leggere: 


 SUL DIRITTO D’AUTORE

Negli ultimi decenni, la diffusione di internet, dei computer, degli Smartphone, gli Ipod, ha privato gli artisti, e le società che gestiscono i diritti sulle loro opere d’ingegno, di una bella fetta di guadagno.
Io scrivo poesie da quando ero bambino; poi dopo i vent’anni ho cominciato a comporre canzoni e infine, da quando avevo trentadue anni, mi sono dedicato all’insegnamento mediante seminari e testi scritti di mio pugno.
Ho sempre avuto un’istintiva difficoltà ad accostarmi al mondo del professionismo convenzionale e soprattutto alla società italiana degli autori e degli editori. L’idea di affidare un’opera del ”mio ingegno” a un organismo statale che mi permettesse di dimostrare di esserne l’autore, tutelandomi da eventuali tentativi di plagio, e che potesse garantirmi un introito, qualora i miei brani musicali o i miei scritti fossero utilizzati pubblicamente, non l’ho mai potuta digerire: ora so perché.
Adesso sono certo che presto nessuno avrà più il coraggio di affermare che ciò che produce è suo e ha diritto quindi a percepirne un guadagno. La proprietà privata è in un certo senso un furto, ma anche la visione hippy dei figli dei fiori degli anni 70, quella del “tutto in comune, amore libero e non fate la guerra” è un’aberrazione. In realtà c’era anche lì una parte di verità, come sempre, perché ogni cosa contiene in sé i tratti del vecchio mondo e quelli del mondo nuovo, nulla è di per sé errato o giusto ma va valutato in un contesto più generale e unitario. A volte alcuni hanno una visione del nuovo mondo molto lucida, precisa e incoraggiano altri ad adeguarsi al ritmo evolutivo, mentre le visioni ottenute con l‘hascisc e la marijuana non sono molto affidabili! 



Nikolas Roerich, ancora sconosciuto al grande pubblico, era una di queste persone chiaroveggenti ed era un artista straordinario; egli aveva una visione dell’arte che mi sento di condividere completamente. Ecco uno stralcio di uno dei suoi scritti:




“L’Arte unificherà l’umanità intera.
L’Arte è una indivisibile. 
L’Arte è la manifestazione della sintesi futura.
Le porte della “fonte sacra” devono aprirsi a tutti.
Allora molti cuori, con amore rinnovato, 
saranno pervasi dalla luce dell’Arte.
Rendete l’Arte accessibile a ogni uomo, essa gli appartiene.
Noi non dovremmo abbellire e ornare solo i nostri musei e le biblioteche,
le università e i teatri, ma anche le prigioni. 
Allora non ci sarà più alcuna prigione.
Quest’idea, che oggi appartiene al museo e alla scena, deve penetrare nella vita quotidiana.
Il segno della Bellezza aprirà le sacre porte”


Quindi, secondo il principio della libera circolazione dell’Arte, intesa non come proprietà di chi la concretizza, ma come ispirazione proveniente dall’alto, con la mia musica, le fotografie, le poesie, i seminari e gli spettacoli musicali, affermo il mio diritto e dovere di rendere ciò che di fatto non è mio, disponibile a chiunque voglia farne l’uso più opportuno. 

Ci sarebbe poi da fare una precisazione: in realtà le opere che si possono realmente definire ispirate dall’alto sono veramente la minoranza; tutte le altre sono solo delle imitazioni, magari anche ben riuscite, ma solo delle imitazioni. Come si può distinguere un artista da uno che non lo è? Come si può riconoscere un vero maestro da un mediocre imitatore? La differenza è abissale ma non sempre è facile notarla. Un vero artista, un insegnante fidato, è chi per primo ha incarnato ciò che insegna o riproduce, con il segno sulla tela, con le vibrazioni del suo strumento musicale, con i versi delle poesie; chi prima ha fatto un lavoro di riscoperta del vero se stesso e poi ha cominciato a distribuire agli altri il fiume di creatività che impetuoso scorre nel suo cuore. Il pittore che, come Paul Klee, sia in grado di dire: 
  “……il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Questo è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore“. 
Lo scultore che, come Michelangelo, percepisce che quel blocco di marmo che sta sgrossando contiene in sé già la forma che lo ispira a lavorare. Il cantante che, mentre canta, sente di “essere il canto”. 
Parlando di musica, possiamo fare l’esempio di uno dei più grandi esecutori di tutti i tempi: Glenn Gould. Egli diede il meglio di sé nell’eseguire al pianoforte opere di altri musicisti. Non conosco un altro pianista con la sua sensibilità e capacità di immedesimarsi completamente nella musica da eseguire. Glenn non suonava, diventava la musica. Era in grado di recuperare pienamente lo spirito del compositore e attualizzare l’esecuzione alle necessità del suo tempo. Un interprete, insomma, in grado di far arrivare al nostro cuore messaggi esoterici inviati da Dio stesso mediante il compositore vissuto secoli prima e quindi tramite il nuovo esecutore. Andate in rete e troverete filmati molto interessanti su di lui.
In questo momento mi sembra assai degna di essere menzionata Hélène Grimaud, una giovane e bella donna francese; è una pianista e come Glenn Gould altrettanto in grado di interpretare partiture conferendo a esse colori fin ora sconosciuti. Andate a vedere un filmato dei suoi concerti e capirete perché mi piaccia tanto.

Enrico D'Errico