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6 febbraio 2014

Strumenti



In questo momento evolutivo molti di noi stanno accrescendo velocemente la propria capacità di gestire i corpi e di metterli al servizio di chi li ha creati. Canalizzare Luce è un privilegio meraviglioso e ci stiamo accorgendo di come i corpi reagiscano a tale nuovo afflusso di energia. Essi sono uno strumento meraviglioso che abbiamo creato sul piano fisico al fine di fare esperienza di noi e capire chi siamo attraverso ciò che non siamo.
Credo che sia necessario che ognuno rivaluti la propria considerazione dei corpi perché mi pare evidente che su di loro siano stati diffusi giudizi e opinioni fuorvianti.

Il mio corpo mentale è meraviglioso e non è solo una stupida entità che mente sempre in tutte le circostanze; la sua intelligenza è ammirevole e il suo comportamento varierà di molto a seconda del modo in cui viene da noi considerato. 

Non sarà che siamo noi stessi, affidandogli compiti che non gli competono, ad aver reso il suo lavoro troppo gravoso? 
Esso ama essere al nostro servizio ma ha bisogno di sentire che siamo padroni impregnati delle due qualità fondamentali che disciplinano il buon andamento della Vita: la Volontà e l’Amore.

Quando veramente, e non per finta, avremo costruito la nostra Vita su questi due pilastri, quando smetteremo di identificarci con la mente, quando smetteremo di addossarle tutte le colpe, essa potrà finalmente svolgere con scioltezza i compiti assegnati, in modo impeccabile.

La mente m’informa costantemente sulla distanza che esiste tra me e le cose, affinché non debba continuamente scontrarmi in modo maldestro con esse; è la mente che, quando sono in attesa dell’Intercity per Napoli, mi impedisce di oltrepassare il limite della banchina e cadere sui binari del treno.
La mia mente svolge bene i suoi compiti e, come non posso pretendere di utilizzarla per spiegare le Leggi su cui poggia l’universo, non posso pretendere che si abitui prontamente alle consistenti novità che il flusso di Luce ed Energia porta sulla terra attualmente.

La mente ha paura.
Per millenni e millenni, vita dopo vita, abbiamo utilizzato questo strumento evolutivo che ci siamo costruiti poco a poco; ogni volta lo abbiamo alimentato con pensieri di un certo tipo……e ora improvvisamente pretenderemmo che si adegui in un attimo ai nostri cambiamenti! Ovviamente lei reagisce, reagisce perché non conosce altro modo di comportarsi. Noi ci sentiamo sempre più impregnati di luce salvifica, ma essa non sa cosa siano la Vita e la Salvezza e quindi reagisce secondo la modalità che le compete: la sopravvivenza.
Le Verità che sentiamo emergere con forza in noi rappresentano un pericolo e quindi essa mette in atto tutta una serie di strategie per salvaguardarci; lei ha paura della Luce: ci invia pensieri che ci impediscano, dal suo punto di vista, di cacciarci  ancora una volta nei guai; edifica costantemente dei veli che ci proteggano dalla luce e ci separino dalla conoscenza della Verità.



Enrico D'Errico
Moriturus te salutat

20 gennaio 2014

Farete cose più grandi di me 1

In un articolo precedente, "Recate bellezza sul pianeta", ho narrato l'esperienza personale riguardante la scoperta e la salvaguardia della mia missione su questa terra. Qui finché ti fai soltanto gli affari tuoi (che poi non sono affatto tuoi ma programmati da altri), finché resti buono buono nel tuo bozzolo letargico senza tentare di uscirne, tutto sembra andare piuttosto bene. 
Ma non appena metti il naso fuori da lì, forze "ostili" cominciano a concentrare i loro sforzi per impedirti di risvegliarti. Se poi scopri e valorizzi il tuo talento artistico, i nostri "gentili fratelli dell'ombra" non ti danno più tregua. Naturalmente all'inizio ancora non sai che sei tu stesso ad esserti creato quelle difficoltà con le tue caratteristiche interiori da conoscere e alchemizzare: quindi lotti, con quel poco che conosci e con le sole tue forze, per cercare di liberarti. Più cerchi di slegarti e più l'energia che impieghi viene sfruttata dai tuoi "avversari", soprattutto se ti lamenti per le tue circostanze difficili. Ma un paziente lavoro su di sé, al fine di conoscere i propri meccanismi e una costante dedizione alla preghiera ti consentono poco alla volta di sciogliere i tuoi legami.

Le emozioni superiori sono il carburante che consente al cuore di essere scaldato e quindi di aprirsi.
Scoprire la vena artistica in ciascuno di noi permette di accendere il fuoco, di provare la gioia crescente che un giorno ci permetterà di aprire il cuore e uscire dal sonno della coscienza.
Ma incarnare ispirazioni artistiche non è difficile?
No, non lo è; il Pianeta è come circondato da un vibrante alone di   creatività, che non chiede niente di meglio che poter essere canalizzata mediante gli esseri umani. Se cercate di centrarvi, di creare spazi di silenzio nella vostra giornata, a poco a poco potreste scoprire quanto affermo. Naturalmente ciascuno deve scoprire il suo personale modo di portare maggiore bellezza sul pianeta: per alcuni sarà mediante la pittura o la danza, per altri tramite la poesia, per altri ancora mediante l'arte sacra del sesso.  "Fare l’amore, vuol dire infatti costruire amore, portare amore in un luogo in cui c’è bisogno d’esso. Significa portare più bellezza in un mondo dove c’è già tanta perfezione, ma dove comunque tu hai la responsabilità di fare la tua parte per perfezionare il perfettibile. Significa rendere il tuo corpo, e quello del partner, un tempio sacro in cui il divino possa farti visita." (Dal libro "Io sono un'anima: ritrovare se stessi ed entrare nel Regno di Dio e dal mio post del 25 settembre 2013)


Nuovi insegnanti
Un ulteriore modo di fare arte, è quello di aiutare altri esseri umani a scoprire quale miracolo essi rappresentino, quale straordinaria opera artistica essi siano. 
Molti di noi, molti di voi che state leggendo, sono chiamati a scoprire, valorizzare e praticare l'arte dell'insegnamento.

Ma chi dovrebbe insegnare e quando potrà cominciare a farlo? 
La scrittura di Giacomo 4:17 afferma che se sappiamo farei il bene e non lo facciamo commettiamo peccato. Quando abbiamo qualcosa di prezioso, sia esso qualcosa che ha a che fare con i piani più materiali come le nostre risorse economiche, la nostra casa, il nostro cibo, per arrivare ad aspetti più sottili come i nostri sentimenti o valori di natura più spirituale, quando insomma abbondiamo in cose che mancano ad altri, dovremmo naturalmente sentirci spinti a condividerle, facendo nostro lo spirito del "c'è più felicità nel dare che nel ricevere".

Ma è inevitabile, per le persone che sono identificate col piano terreno della dualità,  coloro che non hanno ancora il cuore aperto e che vivono in uno stato di coscienza dove non c'è vita ma solo sopravvivenza, è inevitabile dicevo che applichino lo stesso atteggiamento egoistico manifestato per il possesso delle cose materiali anche ai beni cosiddetti più spirituali. Dovranno passare attraverso una fase in cui, dopo  essere stati grandemente benedetti dal cielo, non si rendano conto che le conoscenze e i talenti acquisiti sono soprattutto la manifestazione della grazia divina.
Ma se ti appropri di ciò che non è tuo e te ne vanti come se lo fosse, rallenterai enormemente il tuo cammino evolutivo fino a farlo arrestare del tutto. Nell'universo tutto per rimanere in vita deve scorrere, crescere, alimentarsi e alimentare, in un flusso di scambio incessante; ogni volta che con i nostri atteggiamenti egoici, con i nostri "peccati", falliamo il bersaglio del risveglio e non siamo più rivolti alla luce ma a noi stessi, creiamo stagnazione e, come l'acqua che quando ristagna imputridisce, anche noi diventiamo non solo improduttivi ma anche creatori di malessere e menzogna.

Tutti dovrebbero sentirsi spinti quindi a dare ciò che hanno, ad ogni livello, agli altri componenti dell'umanità, e ampliando il proprio stato di coscienza si comprende bene che ogni elemento del genere umano è chiamato al sacrificio di sé, a rendere sacro se stesso, il proprio agire e col proprio agire rendere sacri gli altri. L'esempio massimo di ciò è quel che fece il Cristo Gesù che diede se stesso, condivise con gli altri tutto ciò che aveva, tutti i talenti ricevuti dal Padre e persino la sua vita. Già appena nato era impregnato dello spirito di sacrificio; questo è evidente anche dal luogo in cui fu deposto: una mangiatoia. Già allora stava dicendo al genere umano "eccomi sono qui, tutto per voi, mangiatemi, saziatevi della mia carne e del mio sangue, bevete quest'acqua della vita che sono in grado di darvi e non avrete più né sete ne fame. Impregnatevi dello spirito santo che tramite il Padre io emano e conoscerete la verità che vi renderà liberi.

continua...




Enrico D'Errico
Moriturus te salutat





17 dicembre 2013

Maledetti i Farisei!

Gesù disse, "Maledetti i Farisei! Sono come un cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame."  
Vangelo di Tommaso, verso 102. 




Perché tante persone come noi non conoscono l’anima, non sanno di essere anime? La principale responsabilità è senz’altro da attribuire alla chiesa cattolica romana e le altre religioni di stato. Aiutarci a conoscere noi stessi e le basilari leggi dell’esistenza umana, insegnarci la Religione (dal latino religio - raccogliere, unire), era il loro compito, ma esso è stato del tutto disatteso. Come pastori del gregge avevano la responsabilità e il privilegio di farci conoscere chi siamo e permetterci di ritrovare la nostra natura divina. 

Perché non l’hanno fatto? Perché non ci hanno insegnato la verità? Credo per alcune ragioni fondamentali: una è che in realtà non conoscono la parola di Dio e non ne hanno quindi ereditato alcuna benedizione spirituale. Un'altra è che essendo a conoscenza del potere vivificante dell’energia Cristica, hanno evitato accuratamente di insegnarcela per poterci manipolare a loro piacimento, giacché uomini e donne libere non possono essere utilizzate come fonte di potere e guadagno economico.

Per secoli la classe sacerdotale ha perfettamente adempiuto la scrittura biblica di Luca al capitolo 11, versetto 52 che dice: “Guai a voi che siete versati nella Legge, perché avete tolto la chiave della conoscenza, voi stessi non siete entrati e a quelli che entravano lo avete impedito!”.

Straordinario vero? E’ meraviglioso vedere la forza che è contenuta in queste parole di Gesù ed è stupefacente notare come esse si applichino perfettamente anche a coloro che attualmente affermano di essere versati, cioè esperti, nella Legge di Dio.

Quanta ipocrisia c’è nel pretendere di insegnare ciò che non si conosce per nulla, quanta arroganza nel pensare di essere ancora i depositari della vera conoscenza e avere l’autorità di diffonderla.

I risultati sulla popolazione sono stati devastanti: generazioni e generazioni di persone, famiglie, città e nazioni intere che non sanno nulla di Dio, che non sanno chi sono, quali compiti hanno e che quindi trascorrono vite prive di significato, dormendo.


Enrico D'Errico



Questo post è tratto dal mio libro  "Io sono un'anima"

15 dicembre 2013

Una perla di grande valore



76. Gesù disse, "Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla. Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che resta, dove nessuna tarma viene a rodere e nessun verme guasta." 
Vangelo di Tommaso 

Bisogna essere accorti. Ci sono molte cose da vendere, di cui disfarsi per potersi dedicare alla cura della perla di grande valore. L'enorme carico dei sensi di colpa, l'inutile bagaglio del rancore, il fardello della gelosia, il peso dell'invidia, tutti i beni del mondo che ci impediscono di accorgerci della perla già in nostro possesso.
In mezzo alla mercanzia una sola cosa è veramente preziosa ed eterna e ci può porre in una condizione in cui niente e nessuno potrà più turbarci o infastidirci.
Nel mondo tarme e vermi rodono e guastano. il nostro umore è mutevole e l'equilibrio psico-fisico sempre precario, mille cose ci possono infastidire e far entrare i corpi in fibrillazione. Il pensiero diarroico è come una radio sempre accesa, sintonizzata contemporaneamente su diverse stazioni. Il senso illusorio del tempo è una trappola mortale che ci inchioda alla memoria triste del passato e al pensiero ansioso del futuro.
Quando trovi la perla del Regno te ne prendi cura e ringrazi il Padre per quel dono di immenso valore: vivi ancora nel mondo ma non sei più del mondo; sei come un turista galattico, senza tempo, con un lasciapassare che ti consente di andare ovunque senza pericolo alcuno e senza sentirti mai stanco, ma anzi fiero e orgoglioso di essere ambasciatore di Pace in missione speciale.


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Anche il vangelo di Matteo parla del concetto di accumulare tesori in cielo: 

"Smettete di accumularvi tesori sulla terra, dove i vermi e la ruggine consumano, e dove i ladri sfondano e rubano. Piuttosto, accumulatevi tesori in cielo, dove né i vermi né la ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano né rubano. Poiché dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore."
questa è l'illuminante interpretazione di un maestro che ha molto spazio sul mio blog, Omraam Mikhael Aivanhov: "In duemila anni, questa parabola non è mai stata interpretata correttamente poiché non si è compreso che i ladri, i vermi e la ruggine rappresentano i pericoli che minacciano l'uomo nelle sue tre facoltà essenziali: l'intelletto, il cuore e la volontà. Studiamo dunque che cosa sono la ruggine, i vermi e i ladri. La ruggine è nota soprattutto perché attacca i metalli sui quali si deposita. Tutti gli oggetti metallici che vengono utilizzati di frequente per il lavoro sono brillanti, mentre quelli che si lasciano inutilizzati arrugginiscono. Anche nel linguaggio corrente, ad esempio, si sente dire a un musicista che le sue dita sono arrugginite perché non si è esercitato da molto tempo. In qualsiasi campo, tutti coloro che non hanno volontà e non desiderano fare degli sforzi si stanno arrugginendo.
I vermi sono bestiole che attaccano i vegetali. Compaiono e si moltiplicano nell'umidità, mentre la siccità li uccide. Dato che il regno animale corrisponde al piano astrale, al campo del cuore, i vermi sono quindi i sentimenti impuri (l'odio, la gelosia, l'egoismo, la critica, il desiderio di vendetta) che rodono il cuore dell'uomo e gli impediscono di produrre frutti succulenti. Solo il calore dell'amore divino può uccidere quei vermi nel cuore dell'uomo.
Quanto ai ladri, i quali approfittano dell'oscurità per non essere visti e mettere a segno i loro colpi, sono il simbolo dei pericoli che minacciano l'intelletto quando questo ha perduto la luce. Nel momento in cui l'uomo ha perduto la luce, i ladri, ossia le idee bizzarre, i dubbi e le inquietudini s'introducono in lui e lo lasciano impoverito, debole, e possono persino condurlo alla follia. Quante persone sono in ospedali psichiatrici per aver spento la luce nella propria mente! A causa dell'oscurità sono venuti i ladri. Se dunque volete proteggervi dai ladri, accendete la luce.


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8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità. Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!" 
Vangelo di Tommaso 

Nel mondo è necessario essere sia mercanti accorti che pescatori saggi e discernere, nell'enorme mare che ci circonda, le cose che hanno vero valore e che ci permettono di accedere ad un piano di coscienza superiore dove scopriamo che tutto è bellezza e che siamo gli artefici stessi delle cose che riceviamo.

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Lo confesso; generalmente al termine della giornata sono felice e soddisfatto del lavoro svolto per sostenere l'avvento del Regno di Dio; ma talvolta, stufo di vivere in un mondo tanto finto, chiedo addirittura al Padre se non fosse possibile tornare a Casa prima della data pattuita.


Oggi ancora una volta mi sono reso conto di quanto le persone aborriscano la Verità; da un lato sembrano anelare ad essa, ma dall'altro ne hanno paura perché rischia di far crollare il loro mondo di pseudo-certezze.

Avete mai fatto caso a come cambia l'espressione della gente quando pensa di non essere osservata? Poi, appena si sentono sotto lo sguardo del prossimo, in un attimo resettano sul volto i sentimenti che il mondo si aspetta da loro e indossano la maschera più adatta per l'occasione.  


Ogni persona recita costantemente per nascondere la verità a se stessa e agli altri; e per questa finzione vengono impiegate tante energie.





109. Gesù disse, "Il regno del Padre è come una persona che aveva un tesoro nascosto nel suo campo ma non lo sapeva. E quando morì lo lasciò a suo figlio. Il figlio non ne sapeva nulla neanche lui. Diventò proprietario del campo e lo vendette. L'acquirente andò ad arare, scoprì il tesoro, e cominciò a prestare denaro a interesse a chi gli pareva."

Vangelo di Tommaso                                                                                                                   


Generazione dopo generazione nessuno è consapevole del prezioso tesoro custodito al suo interno. Nessuno fa mai un lavoro su di sé per scoprire davvero chi è e il valore che ha. Ma i pochi che riescono a trovare il tesoro comprendono di dover impiegare i propri talenti al servizio del prossimo;
quel tesoro è la verità che rende liberi chi lo trova e altri che vengono in contatto di essa attraverso questo servizio.
Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi.
(Giovanni 8:32)

Cos'è verità?

Se la conosci non puoi più evitarla.

E' qualcosa che contagia il cuore della gente: esso cominci ad infiammarsi...e arde, arde sempre più, in una fiamma inestinguibile.


Sono fiero di aver fatto la sua conoscenza e ho deciso di servirla e onorarla, ma talvolta sembra un gravoso fardello parlare della verità a coloro che mentono sempre e da sempre, a coloro che non conoscono e non vogliono conoscere.

Diffondere nuovi paradigmi illuminanti in una società che vuole restare nell'ombra è decisamente impegnativo e pericoloso.

George Orwell disse:
"Nel tempo dell'inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario" e "Se la libertà significa qualcosa, allora significa il diritto di dire alla gente cose che non vogliono sentire"


Il mondo è creato da ogni essere vivente e ognuno è responsabile di tutto ciò che sperimenta......


Ma, come dire ad una donna stuprata che lei è responsabile dell'accaduto quanto il suo stupratore?

Come spiegare a mia zia, figlia di un uomo ammazzato come un cane in un bosco del Piemonte, che Silvano, suo padre, mio nonno, ha costruito con cura meticolosa ogni particolare della sua vita e della sua morte?

Il solo modo possibile è supplicare il Padre di vivere nell'Adesso, almeno per il tempo necessario a dire la verità quando ci venga richiesto. 
Inoltre nelle Sacre Scritture Dio dice ai suoi devoti di non preoccuparsi di ciò che diranno al momento in cui si chiederà loro conto della verità perché lui stesso metterà le parole giuste nella loro bocca.

Che il Padre possa sempre dare la forza di dire la verità a coloro che chiedono di poterlo fare e che tutti possano essere santificati per mezzo di essa!

Santificali per mezzo della verità, la tua parola è verità           (Giovanni 17:17)

Enrico D'Errico 


27 ottobre 2013

Contaminate il pianeta!

continua dagli articoli del 28 agosto e 2 settembre.



L'impermeabilità, l'indifferenza e il disinteresse della gente raggiungono livelli impressionanti; a volte quando, animato dallo zelo per la verità,  parlo con le persone, mi accorgo che odono il suono delle parole ma non riescono proprio ad ascoltare, a comprenderne il significato; è come se le frasi che pronuncio scivolassero via, rimbalzando sui loro corpi refrattari al messaggio infuocato del mio cuore. 
A Roma si sente spesso pronunciare una frase che suona più o meno così: "Tu mi rimbalzi", che significa "non mi importa niente di te e nemmeno di quel che dici".


Sembra incredibile ma già 2500 anni fa il Profeta Isaia, nel suo libro contenuto nell'Antico Testamento, riporta ciò che Dio disse di loro: 
"...Udite più volte, ma non capite; e vedete più volte ma non ottenete alcuna conoscenza." (Isaia 6:9, 10)

Riferendosi al libro di Isaia, Luca, in Atti capitolo 28, versetti 26 e 27, disse: 
"Udendo, voi udrete ma non capirete affatto; e, guardando, guarderete ma non vedrete affatto. Poiché il cuore di questi popolo è divenuto ottuso, e con gli orecchi hanno udito con indifferenza, e hanno chiuso gli occhi; affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non capiscano col cuore e non si convertano e io non li sani".
Anche da questi versi si comprende con estrema chiarezza che se il cuore non è aperto, se è ottuso, non si possono avere orecchi per sentire e occhi per vedere, non è possibile convertirsi ed essere sanati dal Padre. L'attaccamento agli schemi mentali, alle proprie opinioni, le tradizioni, le convenzioni sociali e le aspettative, impediscono alle persone di provare interesse per qualsiasi genere di novità; accadeva ai tempi di Noè, accadeva ai tempi del profeta Isaia, continuava a succedere al tempo di Gesù. E non c'è da stupirsi che questo accada ancora oggi dopo oltre 2000 anni dal bellissimo episodio  narrato nel vangelo di Giovanni al capitolo 6, i versi da 66 a 69: 
"Per questo molti dei suoi discepoli se ne tornarono alle cose lasciate dietro e non camminavano più con lui. Perciò Gesù disse ai dodici: 'Non ve ne volete andare anche voi, vero?'                  Simon Pietro gli rispose: 'Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio' ".

"... tornare alle cose lasciate dietro..." Già, esistono infatti persone che persino dopo aver conosciuto la verità, ritornano indietro, al "comodo" sonno della coscienza: 
"Certo, se dopo essere sfuggiti alle contaminazioni del mondo mediante l'accurata conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, sono di nuovo coinvolti in queste cose e ne sono sopraffatti, le loro condizioni finali sono divenute peggiori delle prime. Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver accuratamente conosciuto il sentiero della giustizia che, dopo averlo accuratamente conosciuto, allontanarsi dal santo comandamento loro trasmesso. E' accaduto loro il detto del verace proverbio: 'Il cane è tornato al proprio vomito e la scrofa lavata a rivoltolarsi nel fango' ". (2° Pietro 2:20-22
Questo passo biblico mi rammenta lo straordinario episodio del film Matrix in cui Cypher, il traditore,  seduto al tavolo di un ristorante sta patteggiando i termini del suo accordo con l'agente Smith. Sottratto al mondo virtuale di Matrix, Cypher era tra i pochi uomini che aveva avuto il privilegio di essere salvato e risvegliato; eppure non era soddisfatto e in fondo rimpiangeva il tempo in cui non era cosciente ma era "libero" di fare quel che gli piaceva. (Guarda il breve video "L'ignoranza è un bene")


Ah, lo so, lungo la strada del risveglio, così faticosa e impegnativa, molte volte viene voglia di lasciarsi andare e smettere di sforzarsi; l'ego ti spinge a rimpiangere le cose lasciate, facendotele vedere come importanti e numerose rispetto all'apparente pochezza che hai ora.

Credo che un valido aiuto per tutti coloro che sentono vacillare la fede sia riprendere a sforzarsi di osservare i pensieri e le emozioni, riconducendo i corpi sotto la propria guida. E non lasciate mai passare una giornata senza esservi cibati con letture nutrienti ed edificanti come questa: 

"Quindi vi supplico per le compassioni di Dio, fratelli, di presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra facoltà di ragionare. E cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio. Poiché per l'immeritata benignità datami, dico a ognuno che è fra voi di non pensare di sé più di quanto sia necessario pensare; ma di pensare in modo di avere una mente sana, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha distribuito. Poiché come in un solo corpo abbiamo molte membra, ma le membra non hanno tutte la stessa funzione, così noi, benché molti, siamo un solo corpo, uniti a Cristo, ma membri appartenenti individualmente gli uni gli altri. Siccome abbiamo dunque doni diversi secondo l'immeritata benignità dataci, se profezia, profetizziamo secondo la fede impartitaci; se ministero, dedichiamoci a questo ministero; chi insegna, si dedichi al suo insegnamento; chi esorta si dedichi alla sua esortazione; chi distribuisce lo faccia con liberalità; chi presiede lo faccia con reale premura; chi mostra misericordia lo faccia con allegrezza.Il vostro amore sia senza ipocrisia. Aborrite ciò che è malvagio, aderite a ciò che è buono. Con amore fraterno abbiate tenero affetto gli uni per gli altri. Nel mostrare onore gli uni agli altri      prevenitevi. Non siate indolenti nelle vostre faccende. Siate ferventi nello spirito. Siate schiavi di Dio." (Romani 12:1-11)
Molti prima di te hanno parlato a persone incredule e refrattarie a ciò che dicevano in merito alla verità.
Conosci l'episodio di Paolo narrato nel libro di Atti al capitolo 17? Leggilo adesso, è molto interessante.
Paolo si trovava ad Atene, città definita al verso 16 come "piena di idoli". Anche tu hai a che fare ogni giorno con persone che adorano molti idoli: la loro posizione sociale, la loro casa, l'auto, la loro squadra di calcio, le loro opinioni. E' evidente che anche tu, se parli loro testimoniando ciò che hai nel cuore sarai scambiato per "un chiacchierone che proclama divinità straniere" (verso 18). Aspettati che, dopo averti ascoltato con sufficienza, ti liquidino dicendo "Su ciò ti udremo un'altra volta".



Non lasciatevi scoraggiare e presentate i vostri corpi in sacrificio vivente.

Vivete ogni giorno come se fosse l'unico a  disposizione per portare a termine la vostra missione.


Avete un compito da perseguire: contaminare il pianeta. Diffondete il virus della consapevolezza, distribuite su terreno fertile i piccoli semi di risveglio in vostro possesso! Incendiate il suolo della terra col vostro fuoco interiore! Annegate la mediocrità nella bellezza!
Il tempo è giunto.

Enrico D'Errico

6 settembre 2013

Le vergini stolte

...continua dal post del 2 settembre "La sollecitudine di Lot"



Abbiamo parlato nel precedente articolo dell'urgenza di esaminare la nostra vita, essere vigili e pronti.
Di queste qualità salvifiche nella Bibbia si parla in più di una circostanza e ora esamineremo insieme l'interessante racconto delle dieci vergini contenuto in Matteo 25. Vi prego quindi, prima di proseguire col post, di leggere dal versetto 1 al 13.

Qui si parla di un gruppo di vergini che, prese le loro lampade, vanno incontro allo sposo. 
Negli ultimi duemila anni tutte le organizzazioni religiose cristiane hanno operato per andare incontro allo sposo, per sostenere, almeno apparentemente, gli insegnamenti di Cristo. Ma in che modo lo hanno fatto? In realtà generalmente esse si sono preoccupate soprattutto di mantenere il potere politico ed economico sulle persone anziché aiutarle a crescere spiritualmente e elevare la loro consapevolezza; non sono state vergini discrete: non hanno saputo conservare il prezioso olio della saggezza, della verità, della luce. Le loro lampade non sono state in grado di guidare il cammino delle persone che hanno riposto fiducia in loro, persone quindi prive di buoni pastori che sono ora pecore denutrite e malandate. Denutrite perché non è stato  fornito loro buon nutrimento spirituale, il "cibo a suo tempo" di cui parlano le scritture. 
E' assolutamente evidente che le organizzazioni religiose non godono del sostegno di Dio e non godono più neanche molto dell'appoggio della gente.

Ma parlando del nostro cammino spirituale, a quale categoria di vergini pensate di potervi paragonare?
Forse quando abbiamo iniziato il nostro percorso eravamo dotati di entusiasmo ed equipaggiati con la quantità necessaria di olio per far fronte a ogni evenienza; ma poi alcuni, come le vergini stolte, hanno cominciato ad essere meno focalizzati sulla Verità, sullo Sposo, sulla Luce necessaria per proseguire il cammino. Ora forse sono stati di nuovo attratti dal mondo e non sono più desti e pronti come un tempo. 
Uno dei modo principali per mantenere la giusta quantità di olio nelle nostre lampade è un continuo sforzo per ricordarsi di sé, anelando al risveglio della propria coscienza e attendendo con zelo che lo Sposo arrivi e prenda possesso di noi. Questo è molto importante anche perché, come afferma il verso 13, non sappiamo né il giorno né l'ora, e cioè, sebbene sia proprio questo il tempo della fine del vecchio sistema di cose e dell'inizio del nuovo, non sappiamo quando lo Sposo chiuderà la porta impedendo al resto delle vergini di entrare.

Matteo parla di un argomento analogo anche al capitolo 7 dove, dal versetto 21 dice: "Non chiunque mi dice 'Signore, Signore', entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno 'Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?' E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d'illegalità".

Avete visto? Anche qui qualcuno chiede di poter entrare nel regno, ma evidentemente non ha i requisiti necessari per essere accettato, non ha fatto tutto il possibile, non si è sforzato di entrare in connessione personale col Padre, l'unico che, tramite il Figlio, potesse dare indicazioni salvifiche.

E' chiaro che ognuno deve indagare a fondo per comprendere se sta realmente facendo la volontà del Padre.
Stiamo vigilando? Siamo desti e pronti? Comprendiamo che tali avvertimenti e sollecitazioni sono rivolti proprio a noi, adesso?
Se ci comportiamo come i contemporanei di Noè non ci stiamo rendendo conto dell'urgenza dei tempi e il passaggio al nuovo sistema di cose ci creerà enormi danni. Se non usciamo da Sodoma, e cioè dal mondo, con prontezza, il fuoco della distruzione calerà in un certo senso anche su di noi. Già sta succedendo, è sotto gli occhi di tutti, ma le persone del mondo sono disorientate e non sanno darne spiegazione: la pazzia sta dilagando, il "fuoco della distruzione" sta divorando le menti di molte persone che commettono così crimini impressionanti. Molti uomini, la cui gelosia in precedenza raramente sarebbe sfociata in atti criminosi, ora li spinge, fuori da ogni controllo, a uccidere mogli, fidanzate o compagne che non vogliono più vivere con loro, ucciderle perché non possono tollerare la loro assenza. 
Oppure uomini che per tutta la vita sono stati forse onesti lavoratori, buoni padri di famiglia, improvvisamente trucidano tutti i propri congiunti e si tolgono la vita.
Figli uccidono i genitori, adolescenti si tolgono la vita per questioni futili come un brutto voto a scuola o perché non hanno i soldi per rifarsi il naso.
Se fino ad ora vivere lontano dalla presenza del Padre, vivere nel mondo senza occuparsi di Dio e dei suoi propositi era possibile, ora, in questo particolare momento evolutivo, nel tempo della fine di un sistema di pensiero e di cose, non lo è più. La protezione divina che si ottiene elevando il proprio stato di coscienza, aprendo il proprio cuore, è senza dubbio l'unico modo per scampare alla distruzione descritta nelle Sacre Scritture ed entrare nel Regno, nell'età dell'oro.

Quindi "non continuiamo a dormire come fanno gli altri ma stiamo svegli e siamo sobri" (1° Tessalonicesi 5:6) e che tutti noi si possa pregare come il salmista, dicendo: "La tua parola è una lampada al mio piede, e una luce al mio cammino" (Salmo 119:105)

Enrico D'Errico