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27 ottobre 2013

Contaminate il pianeta!

continua dagli articoli del 28 agosto e 2 settembre.



L'impermeabilità, l'indifferenza e il disinteresse della gente raggiungono livelli impressionanti; a volte quando, animato dallo zelo per la verità,  parlo con le persone, mi accorgo che odono il suono delle parole ma non riescono proprio ad ascoltare, a comprenderne il significato; è come se le frasi che pronuncio scivolassero via, rimbalzando sui loro corpi refrattari al messaggio infuocato del mio cuore. 
A Roma si sente spesso pronunciare una frase che suona più o meno così: "Tu mi rimbalzi", che significa "non mi importa niente di te e nemmeno di quel che dici".


Sembra incredibile ma già 2500 anni fa il Profeta Isaia, nel suo libro contenuto nell'Antico Testamento, riporta ciò che Dio disse di loro: 
"...Udite più volte, ma non capite; e vedete più volte ma non ottenete alcuna conoscenza." (Isaia 6:9, 10)

Riferendosi al libro di Isaia, Luca, in Atti capitolo 28, versetti 26 e 27, disse: 
"Udendo, voi udrete ma non capirete affatto; e, guardando, guarderete ma non vedrete affatto. Poiché il cuore di questi popolo è divenuto ottuso, e con gli orecchi hanno udito con indifferenza, e hanno chiuso gli occhi; affinché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non capiscano col cuore e non si convertano e io non li sani".
Anche da questi versi si comprende con estrema chiarezza che se il cuore non è aperto, se è ottuso, non si possono avere orecchi per sentire e occhi per vedere, non è possibile convertirsi ed essere sanati dal Padre. L'attaccamento agli schemi mentali, alle proprie opinioni, le tradizioni, le convenzioni sociali e le aspettative, impediscono alle persone di provare interesse per qualsiasi genere di novità; accadeva ai tempi di Noè, accadeva ai tempi del profeta Isaia, continuava a succedere al tempo di Gesù. E non c'è da stupirsi che questo accada ancora oggi dopo oltre 2000 anni dal bellissimo episodio  narrato nel vangelo di Giovanni al capitolo 6, i versi da 66 a 69: 
"Per questo molti dei suoi discepoli se ne tornarono alle cose lasciate dietro e non camminavano più con lui. Perciò Gesù disse ai dodici: 'Non ve ne volete andare anche voi, vero?'                  Simon Pietro gli rispose: 'Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio' ".

"... tornare alle cose lasciate dietro..." Già, esistono infatti persone che persino dopo aver conosciuto la verità, ritornano indietro, al "comodo" sonno della coscienza: 
"Certo, se dopo essere sfuggiti alle contaminazioni del mondo mediante l'accurata conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, sono di nuovo coinvolti in queste cose e ne sono sopraffatti, le loro condizioni finali sono divenute peggiori delle prime. Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver accuratamente conosciuto il sentiero della giustizia che, dopo averlo accuratamente conosciuto, allontanarsi dal santo comandamento loro trasmesso. E' accaduto loro il detto del verace proverbio: 'Il cane è tornato al proprio vomito e la scrofa lavata a rivoltolarsi nel fango' ". (2° Pietro 2:20-22
Questo passo biblico mi rammenta lo straordinario episodio del film Matrix in cui Cypher, il traditore,  seduto al tavolo di un ristorante sta patteggiando i termini del suo accordo con l'agente Smith. Sottratto al mondo virtuale di Matrix, Cypher era tra i pochi uomini che aveva avuto il privilegio di essere salvato e risvegliato; eppure non era soddisfatto e in fondo rimpiangeva il tempo in cui non era cosciente ma era "libero" di fare quel che gli piaceva. (Guarda il breve video "L'ignoranza è un bene")


Ah, lo so, lungo la strada del risveglio, così faticosa e impegnativa, molte volte viene voglia di lasciarsi andare e smettere di sforzarsi; l'ego ti spinge a rimpiangere le cose lasciate, facendotele vedere come importanti e numerose rispetto all'apparente pochezza che hai ora.

Credo che un valido aiuto per tutti coloro che sentono vacillare la fede sia riprendere a sforzarsi di osservare i pensieri e le emozioni, riconducendo i corpi sotto la propria guida. E non lasciate mai passare una giornata senza esservi cibati con letture nutrienti ed edificanti come questa: 

"Quindi vi supplico per le compassioni di Dio, fratelli, di presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio, sacro servizio con la vostra facoltà di ragionare. E cessate di conformarvi a questo sistema di cose, ma siate trasformati rinnovando la vostra mente, per provare a voi stessi la buona e accettevole e perfetta volontà di Dio. Poiché per l'immeritata benignità datami, dico a ognuno che è fra voi di non pensare di sé più di quanto sia necessario pensare; ma di pensare in modo di avere una mente sana, ciascuno secondo la misura di fede che Dio gli ha distribuito. Poiché come in un solo corpo abbiamo molte membra, ma le membra non hanno tutte la stessa funzione, così noi, benché molti, siamo un solo corpo, uniti a Cristo, ma membri appartenenti individualmente gli uni gli altri. Siccome abbiamo dunque doni diversi secondo l'immeritata benignità dataci, se profezia, profetizziamo secondo la fede impartitaci; se ministero, dedichiamoci a questo ministero; chi insegna, si dedichi al suo insegnamento; chi esorta si dedichi alla sua esortazione; chi distribuisce lo faccia con liberalità; chi presiede lo faccia con reale premura; chi mostra misericordia lo faccia con allegrezza.Il vostro amore sia senza ipocrisia. Aborrite ciò che è malvagio, aderite a ciò che è buono. Con amore fraterno abbiate tenero affetto gli uni per gli altri. Nel mostrare onore gli uni agli altri      prevenitevi. Non siate indolenti nelle vostre faccende. Siate ferventi nello spirito. Siate schiavi di Dio." (Romani 12:1-11)
Molti prima di te hanno parlato a persone incredule e refrattarie a ciò che dicevano in merito alla verità.
Conosci l'episodio di Paolo narrato nel libro di Atti al capitolo 17? Leggilo adesso, è molto interessante.
Paolo si trovava ad Atene, città definita al verso 16 come "piena di idoli". Anche tu hai a che fare ogni giorno con persone che adorano molti idoli: la loro posizione sociale, la loro casa, l'auto, la loro squadra di calcio, le loro opinioni. E' evidente che anche tu, se parli loro testimoniando ciò che hai nel cuore sarai scambiato per "un chiacchierone che proclama divinità straniere" (verso 18). Aspettati che, dopo averti ascoltato con sufficienza, ti liquidino dicendo "Su ciò ti udremo un'altra volta".



Non lasciatevi scoraggiare e presentate i vostri corpi in sacrificio vivente.

Vivete ogni giorno come se fosse l'unico a  disposizione per portare a termine la vostra missione.


Avete un compito da perseguire: contaminare il pianeta. Diffondete il virus della consapevolezza, distribuite su terreno fertile i piccoli semi di risveglio in vostro possesso! Incendiate il suolo della terra col vostro fuoco interiore! Annegate la mediocrità nella bellezza!
Il tempo è giunto.

Enrico D'Errico

28 agosto 2013

Una vita di quieta disperazione

Henry David Thoreau dice: 
   “La maggioranza degli uomini vive in quieta disperazione". 
E di se stesso dice:
   “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita, per non dover scoprire in punto di morte che non ero mai vissuto”

La fine degli anni 80 sono stati un momento di passaggio importantissimo nella mia vita: il mio primo matrimonio si era concluso in maniera tragica, stavo modificando la mia alimentazione e imparando un nuovo stile di vita frequentando il Kushi Institute, la più importante scuola macrobiotica esistente. Poi arrivò una scuola di danza, cosa che mi fu suggerita dal mio insegnante Ferro Ledvinka, Ferruccio per gli amici, e...decisamente le cose cominciarono a cambiare. Scoprire il movimento del corpo nella musica fu davvero bellissimo; vivere stava diventando molto più piacevole e fu allora che incontrai per la prima volta il libro più importante di Thoreau: Walden o vita nei boschi. 
Mi sembrò una delle cose più belle mai scritte da essere umano........
Ho ancora quel libro e, mentre vi scrivo, è qui davanti a me: è sporco e consunto ma mi emoziona ancora tanto ripescarlo dalla mia libreria. 

Quest'uomo scriveva parole impregnate di una forza speciale, molto rara per quell'epoca (il libro è del 1854).
Se il Padre mi concede ancora giorni di vita dedicherò alcuni dei prossimi post a "leggere con voi" le sue parole, per vedere se c'è ancora qualcosa che possa svegliarvi dal sonno della coscienza, razza di bipedi dormienti! 
Se siete in attesa che arrivi Morpheus con la sua equipe per estrarvi dal bozzolo in cui vegetate a vantaggio di creature disgustose che si nutrono di voi....beh, rischiate di rimanere delusi perché non verrà proprio nessuno. Sta a voi e solo a voi disconnettere i tubi ed estrarvi dal liquido vischioso...

"Ma no, non ora, ora non posso, ho tanto da fare in questo mondo!" state forse dicendo..... 
In tutta franchezza, se ancora non lo avete capito, credo proprio che sia arrivato il momento in cui se non uscite dal mondo ORA, forse non riuscirete più a uscirne per un bel pezzo!

Lo vuoi succhiare sto "midollo della vita" o vuoi essere succhiato tu, ancora per qualche trilione di anni?!?
Questo atteggiamento di resistenza, di pigrizia, di continuo procrastinare, mi ricorda anche un paio di episodi biblici......volete conoscerli o siete già troppo stanchi per essere arrivati fin qui?

Bene, raccatta la tua copia della Bibbia e vai al capitolo 24 del libro di Matteo. Questo è, per quanto riguarda i tempi che stiamo vivendo, uno dei libri più importanti delle Sacre Scritture; in esso sono descritte esattamente le cose che stiamo vedendo accadere e che ancora avverranno sul pianeta. Ma il punto in particolare su cui vorrei far soffermare la vostra debolissima capacità di concentrarvi è dal versetto 37 al 44: "Poiché come furono i giorni di Noè così sarà la presenza del Figlio dell'uomo. Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti. (37-39) Siate vigilanti dunque perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore. (42)

Allora, qui le cose sono molto chiare: a quel tempo Noè e la sua famiglia si stavano dando da fare avvertendo le persone che qualcosa di catastrofico si stava per abbattere sulla terra. Come reagirono tutti? Risposero forse "oh si, grazie Noè, ora corro subito ai ripari, mollo tutto e ti seguo nell'arca della salvezza!"? Niente affatto.....erano così impegnati nelle loro cose, nella vita comune di tutti i giorni....mangiavano e bevevano...alcuni dovevano sposarsi....insomma attività del tutto normali. Già ma attività in cui erano così identificati ed immersi che, come dice la Bibbia, "non si avvidero di nulla", non riuscirono a comprendere l'importanza vitale del messaggio ricevuto.

L'invito "siate vigilanti dunque" e "siate pronti" è per noi, ora.
Adesso non c'è un'arca fisica ad aspettarci: la salvezza è nel nostro desiderio di risvegliarci e nello sforzo che facciamo perché questo avvenga. 
La salvezza è nella fiducia nel potere nascosto in noi, nella riscoperta del guerriero interiore.
Attualmente il vecchio mondo viene spazzato via, stavolta non dall'acqua ma dal fuoco, il fuoco del rinnovamento, della consapevolezza. Se non resettiamo il nostro trasformatore, il nuovo voltaggio del Regno in via di instaurazione, ci brucerà.
Elevare la nostra frequenza vibratoria ADESSO è l'unica possibilità che abbiamo di non subire i danni che stanno subendo tutti coloro che si stanno opponendo con ostinazione al percorso evolutivo.
Da tempo il Padre tende loro la mano dicendo: "Dai, torna a casa....vieni che ti guido io!".
Ma loro rispondono: "Cosa?!? Dove dovrei venire io? E poi...chi sei tu...io non ti conosco!"

E' questo un momento meraviglioso in cui vivere; non c'è da temere ma solo da agire. 
Se le parole del vangelo di Matteo ci fanno ancora un po' rabbrividire, abbiamo ancora del lavoro da fare; se invece ci sentiamo comunque già al sicuro e nell'abbraccio del Padre, c'è lo stesso tanto lavoro da fare ma non più solo per noi stessi.
Vorrei anche leggere con voi l'altro episodio ma....è meglio che ci rivediamo al prossimo post "La sollecitudine di Lot".

Enrico D'Errico