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2 settembre 2013

La sollecitudine di Lot

continua dal post "Una vita di quieta disperazione"

Nel precedente articolo abbiamo paragonato la situazione che stiamo vivendo in questo momento evolutivo con i tempi in cui fu preannunciato il diluvio; abbiamo notato quanto l'atteggiamento delle persone attualmente sia simile se non identico a quello dei contemporanei di Noè e cioè menefreghismo, indolenza, mancanza di spiritualità e fede in Dio, egocentrismo e completa identificazione con le pratiche comuni della società, come il dedicarsi al lavoro e alla famiglia.

Del capitolo 24 del libro di Matteo abbiamo messo in risalto due inviti importanti: "Siate vigilanti, siate pronti" e ci siamo domandati quanto ognuno di noi, in questo tempo della fine (fine di un sistema di cose e non della terra!), sia vigilante e pronto. 
Lot, che con la sua famiglia viveva nella città di Sodoma, incarna almeno in parte queste qualità che Cristo ci suggerisce di avere. Lot non si adeguava al modo di vivere di coloro che lo circondavano: amava prima di tutto Dio e seguiva le sue indicazioni; non fu difficile quindi per lui, quando fu necessario, ubbidire a un comando preciso e improvviso che gli fu rivolto da due creature angeliche.
Ma leggiamo insieme alcuni brani tratti dal capitolo 19 del libro di Genesi:


Ora i due angeli arrivarono a Sodoma di sera, e Lot sedeva alla porta di Sodoma. Quando Lot li scorse, si levò per andare loro incontro e si inchinò con la faccia a terra. E diceva: “Vi prego, ora, signori miei, volgetevi, vi prego, verso la casa del vostro servitore e passate la notte e vi si lavino i piedi. Quindi dovete alzarvi di buon’ora e riprendere il vostro viaggio”. A ciò essi dissero: “No, ma passeremo la notte nella pubblica piazza”. Ma egli fu molto insistente con loro, tanto che si volsero verso di lui ed entrarono nella sua casa. Quindi fece per loro un banchetto, e cosse pani non fermentati, e mangiarono.


Prima che potessero coricarsi, gli uomini della città, gli uomini di Sodoma, accerchiarono la casa, dal ragazzo al vecchio, tutto il popolo in una turba. E chiamavano Lot e gli dicevano: “Dove sono gli uomini che sono entrati da te questa notte? Portaceli fuori affinché abbiamo rapporti con loro”. Infine Lot uscì verso di loro all’ingresso, ma chiuse la porta dietro di sé. Quindi disse: “Vi prego, fratelli miei, non agite male....
 ...Quindi gli uomini dissero a Lot: “Hai qualcun altro qui? Fa uscire dal luogo il genero e i tuoi figli e le tue figlie e tutti quelli che sono tuoi nella città! Poiché stiamo per ridurre in rovina questo luogo, perché il grido contro di loro è divenuto alto dinanzi a Geova, tanto che Geova ci ha mandati a ridurre in rovina la città”. Allora Lot uscì e parlava ai suoi generi che dovevano prendere le sue figlie, e diceva: “Levatevi! Uscite da questo luogo, perché Geova sta per ridurre in rovina la città!” Ma agli occhi dei suoi generi sembrò come un uomo che scherzasse. Comunque, quando ascese l’aurora, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: “Levati! Prendi tua moglie e le tue due figlie che si trovano qui, affinché tu non sia spazzato via nell’errore della città!” Quando egli si indugiava, allora, nella compassione di Geova verso di lui, gli uomini afferrarono la sua mano e la mano di sua moglie e le mani delle sue due figlie e lo facevano uscire e lo ponevano fuori della città. E avvenne che, appena li ebbero condotti alla periferia, diceva: “Scampa per la tua anima! Non guardare indietro e non fermarti in tutto il Distretto! Scampa nella regione montagnosa affinché tu non sia spazzato via!”

Il sole si era levato sul paese quando Lot arrivò a Zoar. Quindi Geova fece piovere zolfo e fuoco da Geova, dai cieli, su Sodoma e Gomorra. Egli rovesciò dunque queste città, sì, l’intero Distretto e tutti gli abitanti delle città e le piante del suolo. E sua moglie guardava intorno da dietro a lui, e divenne una colonna di sale.
Sono sicuro che vi sarà successo molte volte di parlare con qualcuno di cose importanti e che vi stanno molto a cuore, ma chi ascolta non è in grado di capire, forse pensa che voi stiate scherzando, oppure vi prende in giro.
Pensate che compito difficile ebbe Lot nel tentare di avvertire i suoi parenti che di li a poco la città sarebbe stata distrutta, più o meno come Noè quando affermò che presto sarebbe arrivato un diluvio di proporzioni inimmaginabili! 


E' importante che quando abbiamo il privilegio di parlare ad altri della nostra fiducia nel Creatore o quando diffondiamo verità riguardanti le leggi che governano l'uomo o il pianeta, lo facciamo privi di qualsiasi aspettativa e come puro atto d'amore.

Lot, sebbene fosse un uomo devoto e che si manteneva desto e vigile spiritualmente, non rispose con prontezza e sollecitudine all'invito degli angeli.
Perché? Forse non aveva sufficiente fede in Dio? No, questo no. Aveva ancora qualche genere di attaccamento? Forse, ma secondo me è più probabile che fosse turbato perché sapeva che molte persone avrebbero perso la vita; probabilmente, pur odiando i loro peccati, empaticamente era dispiaciuto per la sofferenza che a breve sarebbe stata loro inflitta; infatti, quando il popolo si presentò alla sua porta facendo tremenda pressione su di lui e chiedendogli di consegnare i suoi ospiti affinché potessero abusare sessualmente di loro, Lot, chiamandoli "fratelli miei" li supplicò di non farlo.

Chi invece aveva sicuramente forte attaccamento per i possedimenti materiali era sua moglie; questo suo amore per il mondo le costò la vita e fu trasformata in una statua di sale.



nostri corpi hanno la tendenza a voler mantenere le abitudini acquisite negli anni e a sentirsi al sicuro in una condizione di mondo. Le promesse, le novità del Regno spaventano i corpi, i quali indugiano e fanno resistenza, e se non siamo vigilanti il nostro livello vibratorio può abbassarsi in pochi giorni.
Attualmente molte creature angeliche stanno riempiendo la terra di avvertimenti che risuonano forti come trombe, ma per chi ancora non ha sviluppato per nulla orecchie per sentire, tali avvertimenti sono inudibili.
Questo è il tempo di intensificare l'uso di "cotton fioc spirituali", è il momento di supplicare di continuo il Padre che ci dia occhi per vedere e orecchie per sentire; ora più che mai è necessario non indugiare nel sonno pigro della coscienza ma sforzarsi di osservare la nostra meccanicità e acquistare la gestione dei corpi.
Noi facciamo un super-sforzo, Dio con la sua grazia farà certamente la sua parte.

Enrico D'Errico

...continua nel prossimo post su "Le vergini stolte".

28 agosto 2013

Una vita di quieta disperazione

Henry David Thoreau dice: 
   “La maggioranza degli uomini vive in quieta disperazione". 
E di se stesso dice:
   “Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità e succhiare tutto il midollo della vita, sbaragliare tutto ciò che non era vita, per non dover scoprire in punto di morte che non ero mai vissuto”

La fine degli anni 80 sono stati un momento di passaggio importantissimo nella mia vita: il mio primo matrimonio si era concluso in maniera tragica, stavo modificando la mia alimentazione e imparando un nuovo stile di vita frequentando il Kushi Institute, la più importante scuola macrobiotica esistente. Poi arrivò una scuola di danza, cosa che mi fu suggerita dal mio insegnante Ferro Ledvinka, Ferruccio per gli amici, e...decisamente le cose cominciarono a cambiare. Scoprire il movimento del corpo nella musica fu davvero bellissimo; vivere stava diventando molto più piacevole e fu allora che incontrai per la prima volta il libro più importante di Thoreau: Walden o vita nei boschi. 
Mi sembrò una delle cose più belle mai scritte da essere umano........
Ho ancora quel libro e, mentre vi scrivo, è qui davanti a me: è sporco e consunto ma mi emoziona ancora tanto ripescarlo dalla mia libreria. 

Quest'uomo scriveva parole impregnate di una forza speciale, molto rara per quell'epoca (il libro è del 1854).
Se il Padre mi concede ancora giorni di vita dedicherò alcuni dei prossimi post a "leggere con voi" le sue parole, per vedere se c'è ancora qualcosa che possa svegliarvi dal sonno della coscienza, razza di bipedi dormienti! 
Se siete in attesa che arrivi Morpheus con la sua equipe per estrarvi dal bozzolo in cui vegetate a vantaggio di creature disgustose che si nutrono di voi....beh, rischiate di rimanere delusi perché non verrà proprio nessuno. Sta a voi e solo a voi disconnettere i tubi ed estrarvi dal liquido vischioso...

"Ma no, non ora, ora non posso, ho tanto da fare in questo mondo!" state forse dicendo..... 
In tutta franchezza, se ancora non lo avete capito, credo proprio che sia arrivato il momento in cui se non uscite dal mondo ORA, forse non riuscirete più a uscirne per un bel pezzo!

Lo vuoi succhiare sto "midollo della vita" o vuoi essere succhiato tu, ancora per qualche trilione di anni?!?
Questo atteggiamento di resistenza, di pigrizia, di continuo procrastinare, mi ricorda anche un paio di episodi biblici......volete conoscerli o siete già troppo stanchi per essere arrivati fin qui?

Bene, raccatta la tua copia della Bibbia e vai al capitolo 24 del libro di Matteo. Questo è, per quanto riguarda i tempi che stiamo vivendo, uno dei libri più importanti delle Sacre Scritture; in esso sono descritte esattamente le cose che stiamo vedendo accadere e che ancora avverranno sul pianeta. Ma il punto in particolare su cui vorrei far soffermare la vostra debolissima capacità di concentrarvi è dal versetto 37 al 44: "Poiché come furono i giorni di Noè così sarà la presenza del Figlio dell'uomo. Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell'arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti. (37-39) Siate vigilanti dunque perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore. (42)

Allora, qui le cose sono molto chiare: a quel tempo Noè e la sua famiglia si stavano dando da fare avvertendo le persone che qualcosa di catastrofico si stava per abbattere sulla terra. Come reagirono tutti? Risposero forse "oh si, grazie Noè, ora corro subito ai ripari, mollo tutto e ti seguo nell'arca della salvezza!"? Niente affatto.....erano così impegnati nelle loro cose, nella vita comune di tutti i giorni....mangiavano e bevevano...alcuni dovevano sposarsi....insomma attività del tutto normali. Già ma attività in cui erano così identificati ed immersi che, come dice la Bibbia, "non si avvidero di nulla", non riuscirono a comprendere l'importanza vitale del messaggio ricevuto.

L'invito "siate vigilanti dunque" e "siate pronti" è per noi, ora.
Adesso non c'è un'arca fisica ad aspettarci: la salvezza è nel nostro desiderio di risvegliarci e nello sforzo che facciamo perché questo avvenga. 
La salvezza è nella fiducia nel potere nascosto in noi, nella riscoperta del guerriero interiore.
Attualmente il vecchio mondo viene spazzato via, stavolta non dall'acqua ma dal fuoco, il fuoco del rinnovamento, della consapevolezza. Se non resettiamo il nostro trasformatore, il nuovo voltaggio del Regno in via di instaurazione, ci brucerà.
Elevare la nostra frequenza vibratoria ADESSO è l'unica possibilità che abbiamo di non subire i danni che stanno subendo tutti coloro che si stanno opponendo con ostinazione al percorso evolutivo.
Da tempo il Padre tende loro la mano dicendo: "Dai, torna a casa....vieni che ti guido io!".
Ma loro rispondono: "Cosa?!? Dove dovrei venire io? E poi...chi sei tu...io non ti conosco!"

E' questo un momento meraviglioso in cui vivere; non c'è da temere ma solo da agire. 
Se le parole del vangelo di Matteo ci fanno ancora un po' rabbrividire, abbiamo ancora del lavoro da fare; se invece ci sentiamo comunque già al sicuro e nell'abbraccio del Padre, c'è lo stesso tanto lavoro da fare ma non più solo per noi stessi.
Vorrei anche leggere con voi l'altro episodio ma....è meglio che ci rivediamo al prossimo post "La sollecitudine di Lot".

Enrico D'Errico