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6 settembre 2013

Le vergini stolte

...continua dal post del 2 settembre "La sollecitudine di Lot"



Abbiamo parlato nel precedente articolo dell'urgenza di esaminare la nostra vita, essere vigili e pronti.
Di queste qualità salvifiche nella Bibbia si parla in più di una circostanza e ora esamineremo insieme l'interessante racconto delle dieci vergini contenuto in Matteo 25. Vi prego quindi, prima di proseguire col post, di leggere dal versetto 1 al 13.

Qui si parla di un gruppo di vergini che, prese le loro lampade, vanno incontro allo sposo. 
Negli ultimi duemila anni tutte le organizzazioni religiose cristiane hanno operato per andare incontro allo sposo, per sostenere, almeno apparentemente, gli insegnamenti di Cristo. Ma in che modo lo hanno fatto? In realtà generalmente esse si sono preoccupate soprattutto di mantenere il potere politico ed economico sulle persone anziché aiutarle a crescere spiritualmente e elevare la loro consapevolezza; non sono state vergini discrete: non hanno saputo conservare il prezioso olio della saggezza, della verità, della luce. Le loro lampade non sono state in grado di guidare il cammino delle persone che hanno riposto fiducia in loro, persone quindi prive di buoni pastori che sono ora pecore denutrite e malandate. Denutrite perché non è stato  fornito loro buon nutrimento spirituale, il "cibo a suo tempo" di cui parlano le scritture. 
E' assolutamente evidente che le organizzazioni religiose non godono del sostegno di Dio e non godono più neanche molto dell'appoggio della gente.

Ma parlando del nostro cammino spirituale, a quale categoria di vergini pensate di potervi paragonare?
Forse quando abbiamo iniziato il nostro percorso eravamo dotati di entusiasmo ed equipaggiati con la quantità necessaria di olio per far fronte a ogni evenienza; ma poi alcuni, come le vergini stolte, hanno cominciato ad essere meno focalizzati sulla Verità, sullo Sposo, sulla Luce necessaria per proseguire il cammino. Ora forse sono stati di nuovo attratti dal mondo e non sono più desti e pronti come un tempo. 
Uno dei modo principali per mantenere la giusta quantità di olio nelle nostre lampade è un continuo sforzo per ricordarsi di sé, anelando al risveglio della propria coscienza e attendendo con zelo che lo Sposo arrivi e prenda possesso di noi. Questo è molto importante anche perché, come afferma il verso 13, non sappiamo né il giorno né l'ora, e cioè, sebbene sia proprio questo il tempo della fine del vecchio sistema di cose e dell'inizio del nuovo, non sappiamo quando lo Sposo chiuderà la porta impedendo al resto delle vergini di entrare.

Matteo parla di un argomento analogo anche al capitolo 7 dove, dal versetto 21 dice: "Non chiunque mi dice 'Signore, Signore', entrerà nel regno dei cieli ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in quel giorno 'Signore, Signore, non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?' E allora io confesserò loro: Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d'illegalità".

Avete visto? Anche qui qualcuno chiede di poter entrare nel regno, ma evidentemente non ha i requisiti necessari per essere accettato, non ha fatto tutto il possibile, non si è sforzato di entrare in connessione personale col Padre, l'unico che, tramite il Figlio, potesse dare indicazioni salvifiche.

E' chiaro che ognuno deve indagare a fondo per comprendere se sta realmente facendo la volontà del Padre.
Stiamo vigilando? Siamo desti e pronti? Comprendiamo che tali avvertimenti e sollecitazioni sono rivolti proprio a noi, adesso?
Se ci comportiamo come i contemporanei di Noè non ci stiamo rendendo conto dell'urgenza dei tempi e il passaggio al nuovo sistema di cose ci creerà enormi danni. Se non usciamo da Sodoma, e cioè dal mondo, con prontezza, il fuoco della distruzione calerà in un certo senso anche su di noi. Già sta succedendo, è sotto gli occhi di tutti, ma le persone del mondo sono disorientate e non sanno darne spiegazione: la pazzia sta dilagando, il "fuoco della distruzione" sta divorando le menti di molte persone che commettono così crimini impressionanti. Molti uomini, la cui gelosia in precedenza raramente sarebbe sfociata in atti criminosi, ora li spinge, fuori da ogni controllo, a uccidere mogli, fidanzate o compagne che non vogliono più vivere con loro, ucciderle perché non possono tollerare la loro assenza. 
Oppure uomini che per tutta la vita sono stati forse onesti lavoratori, buoni padri di famiglia, improvvisamente trucidano tutti i propri congiunti e si tolgono la vita.
Figli uccidono i genitori, adolescenti si tolgono la vita per questioni futili come un brutto voto a scuola o perché non hanno i soldi per rifarsi il naso.
Se fino ad ora vivere lontano dalla presenza del Padre, vivere nel mondo senza occuparsi di Dio e dei suoi propositi era possibile, ora, in questo particolare momento evolutivo, nel tempo della fine di un sistema di pensiero e di cose, non lo è più. La protezione divina che si ottiene elevando il proprio stato di coscienza, aprendo il proprio cuore, è senza dubbio l'unico modo per scampare alla distruzione descritta nelle Sacre Scritture ed entrare nel Regno, nell'età dell'oro.

Quindi "non continuiamo a dormire come fanno gli altri ma stiamo svegli e siamo sobri" (1° Tessalonicesi 5:6) e che tutti noi si possa pregare come il salmista, dicendo: "La tua parola è una lampada al mio piede, e una luce al mio cammino" (Salmo 119:105)

Enrico D'Errico





2 settembre 2013

La sollecitudine di Lot

continua dal post "Una vita di quieta disperazione"

Nel precedente articolo abbiamo paragonato la situazione che stiamo vivendo in questo momento evolutivo con i tempi in cui fu preannunciato il diluvio; abbiamo notato quanto l'atteggiamento delle persone attualmente sia simile se non identico a quello dei contemporanei di Noè e cioè menefreghismo, indolenza, mancanza di spiritualità e fede in Dio, egocentrismo e completa identificazione con le pratiche comuni della società, come il dedicarsi al lavoro e alla famiglia.

Del capitolo 24 del libro di Matteo abbiamo messo in risalto due inviti importanti: "Siate vigilanti, siate pronti" e ci siamo domandati quanto ognuno di noi, in questo tempo della fine (fine di un sistema di cose e non della terra!), sia vigilante e pronto. 
Lot, che con la sua famiglia viveva nella città di Sodoma, incarna almeno in parte queste qualità che Cristo ci suggerisce di avere. Lot non si adeguava al modo di vivere di coloro che lo circondavano: amava prima di tutto Dio e seguiva le sue indicazioni; non fu difficile quindi per lui, quando fu necessario, ubbidire a un comando preciso e improvviso che gli fu rivolto da due creature angeliche.
Ma leggiamo insieme alcuni brani tratti dal capitolo 19 del libro di Genesi:


Ora i due angeli arrivarono a Sodoma di sera, e Lot sedeva alla porta di Sodoma. Quando Lot li scorse, si levò per andare loro incontro e si inchinò con la faccia a terra. E diceva: “Vi prego, ora, signori miei, volgetevi, vi prego, verso la casa del vostro servitore e passate la notte e vi si lavino i piedi. Quindi dovete alzarvi di buon’ora e riprendere il vostro viaggio”. A ciò essi dissero: “No, ma passeremo la notte nella pubblica piazza”. Ma egli fu molto insistente con loro, tanto che si volsero verso di lui ed entrarono nella sua casa. Quindi fece per loro un banchetto, e cosse pani non fermentati, e mangiarono.


Prima che potessero coricarsi, gli uomini della città, gli uomini di Sodoma, accerchiarono la casa, dal ragazzo al vecchio, tutto il popolo in una turba. E chiamavano Lot e gli dicevano: “Dove sono gli uomini che sono entrati da te questa notte? Portaceli fuori affinché abbiamo rapporti con loro”. Infine Lot uscì verso di loro all’ingresso, ma chiuse la porta dietro di sé. Quindi disse: “Vi prego, fratelli miei, non agite male....
 ...Quindi gli uomini dissero a Lot: “Hai qualcun altro qui? Fa uscire dal luogo il genero e i tuoi figli e le tue figlie e tutti quelli che sono tuoi nella città! Poiché stiamo per ridurre in rovina questo luogo, perché il grido contro di loro è divenuto alto dinanzi a Geova, tanto che Geova ci ha mandati a ridurre in rovina la città”. Allora Lot uscì e parlava ai suoi generi che dovevano prendere le sue figlie, e diceva: “Levatevi! Uscite da questo luogo, perché Geova sta per ridurre in rovina la città!” Ma agli occhi dei suoi generi sembrò come un uomo che scherzasse. Comunque, quando ascese l’aurora, gli angeli sollecitarono Lot, dicendo: “Levati! Prendi tua moglie e le tue due figlie che si trovano qui, affinché tu non sia spazzato via nell’errore della città!” Quando egli si indugiava, allora, nella compassione di Geova verso di lui, gli uomini afferrarono la sua mano e la mano di sua moglie e le mani delle sue due figlie e lo facevano uscire e lo ponevano fuori della città. E avvenne che, appena li ebbero condotti alla periferia, diceva: “Scampa per la tua anima! Non guardare indietro e non fermarti in tutto il Distretto! Scampa nella regione montagnosa affinché tu non sia spazzato via!”

Il sole si era levato sul paese quando Lot arrivò a Zoar. Quindi Geova fece piovere zolfo e fuoco da Geova, dai cieli, su Sodoma e Gomorra. Egli rovesciò dunque queste città, sì, l’intero Distretto e tutti gli abitanti delle città e le piante del suolo. E sua moglie guardava intorno da dietro a lui, e divenne una colonna di sale.
Sono sicuro che vi sarà successo molte volte di parlare con qualcuno di cose importanti e che vi stanno molto a cuore, ma chi ascolta non è in grado di capire, forse pensa che voi stiate scherzando, oppure vi prende in giro.
Pensate che compito difficile ebbe Lot nel tentare di avvertire i suoi parenti che di li a poco la città sarebbe stata distrutta, più o meno come Noè quando affermò che presto sarebbe arrivato un diluvio di proporzioni inimmaginabili! 


E' importante che quando abbiamo il privilegio di parlare ad altri della nostra fiducia nel Creatore o quando diffondiamo verità riguardanti le leggi che governano l'uomo o il pianeta, lo facciamo privi di qualsiasi aspettativa e come puro atto d'amore.

Lot, sebbene fosse un uomo devoto e che si manteneva desto e vigile spiritualmente, non rispose con prontezza e sollecitudine all'invito degli angeli.
Perché? Forse non aveva sufficiente fede in Dio? No, questo no. Aveva ancora qualche genere di attaccamento? Forse, ma secondo me è più probabile che fosse turbato perché sapeva che molte persone avrebbero perso la vita; probabilmente, pur odiando i loro peccati, empaticamente era dispiaciuto per la sofferenza che a breve sarebbe stata loro inflitta; infatti, quando il popolo si presentò alla sua porta facendo tremenda pressione su di lui e chiedendogli di consegnare i suoi ospiti affinché potessero abusare sessualmente di loro, Lot, chiamandoli "fratelli miei" li supplicò di non farlo.

Chi invece aveva sicuramente forte attaccamento per i possedimenti materiali era sua moglie; questo suo amore per il mondo le costò la vita e fu trasformata in una statua di sale.



nostri corpi hanno la tendenza a voler mantenere le abitudini acquisite negli anni e a sentirsi al sicuro in una condizione di mondo. Le promesse, le novità del Regno spaventano i corpi, i quali indugiano e fanno resistenza, e se non siamo vigilanti il nostro livello vibratorio può abbassarsi in pochi giorni.
Attualmente molte creature angeliche stanno riempiendo la terra di avvertimenti che risuonano forti come trombe, ma per chi ancora non ha sviluppato per nulla orecchie per sentire, tali avvertimenti sono inudibili.
Questo è il tempo di intensificare l'uso di "cotton fioc spirituali", è il momento di supplicare di continuo il Padre che ci dia occhi per vedere e orecchie per sentire; ora più che mai è necessario non indugiare nel sonno pigro della coscienza ma sforzarsi di osservare la nostra meccanicità e acquistare la gestione dei corpi.
Noi facciamo un super-sforzo, Dio con la sua grazia farà certamente la sua parte.

Enrico D'Errico

...continua nel prossimo post su "Le vergini stolte".