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10 settembre 2013

Questo dolore ti salverà

L'essere umano soffre.
Quale è il significato del dolore che prova?
L'uomo soffre perché non conosce il motivo per cui è sulla terra e il dolore è il promemoria utilizzato dall'Esistenza per invitarci a correggere il cammino, a riportare i nostri passi su quello dell'evoluzione, rispettando i tempi e le modalità da essa stabilite.
Il dolore è la conseguenza di un orgoglioso atto di ribellione a chi, desiderando amorevolmente il nostro bene, ci dice cosa fare della nostra vita, del nostro corpo. Lui ci invita di continuo a consultare il manuale di istruzioni per l'uso ma noi ci ostiniamo a pensare di non averne bisogno. Il Padre, in una maniera che se potessimo realmente comprendere ci sentiremmo fulminati dalla commozione, vorrebbe che ci lasciassimo andare al suo abbraccio e smettessimo di fare resistenza. Molto interessante è un post di Salvatore Brizzi che ho letto e riletto molte volte dove dice:  
"Voi tutti compite uno sforzo quotidiano, che si protrae 24ore al giorno, per restare lontani dall’Unità! E di questo sforzo nessuno di voi si rende conto.Nessuno di voi infatti vuole l’illuminazione e vi prodigate ogni giorno della vostra vita, con straordinaria pervicacia, per RESISTERE all’Unità. Ogni pensiero, parola o gesto esprime il vostro sforzo di restare lontani dall’Uno".

E questo sforzo costante di resistere all'Unità, agli inviti di Dio, questo viaggiare sempre non in sintonia col cammino evolutivo, porta inevitabilmente dolore.
E' come se l'Esistenza fosse costretta sempre a trascinarci mentre noi puntiamo i piedi. 
Io sto provando da tempo a smettere di sforzarmi per tenermi lontano dal Padre, smettere di puntare i piedi.
A volte l'attrito diminuisce e il dolore è inferiore; provo sempre più gioia e pace interiore ma ancora molto lavoro di osservazione sarà necessario.
Personalmente trovo molto utile, oltre a consultare materiale scritto da persone che sono già risvegliate, leggere ogni giorno la Bibbia.
Per esempio scritture come questa:

"Rimetti la tua sorte al Signore; confida in lui ed egli opererà." "Put your life in the hands of the Lord; have faith in him and he will do it.""Revela Domino viam tuam et spera in eum et ipse faciet"."Remets ta voie à l'Éternel et te confie en lui, et il agira".“Rotola su Geova la tua via; confida in lui ed egli stesso agirà”. (Salmo 37:5)


Oppure ascolto musica speciale come quella del compositore Arvo Part; (non lo conoscete? E' sublime!)
Bello è anche immergersi nelle immagini di fotografi ispirati come Gregory Colbert.
E se il dolore e la confusione che provo sono forti smetto di mangiare; a volte basta digiunare solo per alcune ore e il cuore si apre nuovamente, gli occhi vedono più bellezza.

Ma quando faccio queste cose non cerco solo il conforto, non voglio solo anestetizzarmi dal dolore interiore o fisico: cerco di parlare ai miei corpi dicendo loro che possono fidarsi, che non è necessario che facciano sempre i capricci......
Io non voglio smettere di soffrire, almeno non solo questo! Io chiedo ogni giorno che il Padre mi aiuti a permettergli di guidarmi; chiedo anche costantemente al Figlio "Signore Gesù Cristo figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!"

Il dolore in realtà è veramente un mezzo amorevole per aiutarci a svegliarci.
"Fate l'amore col dolore!" suggerisce Salvatore in un suo post, dove dice:

"Ebbene, noi tutti – volenti o nolenti – siamo alchimisti venuti sulla Terra a trasmutare il Piombo in Oro, ma allo stesso tempo alberghiamo in noi una natura animale che ci fa comportare alla stregua di ominidi capaci di solo pensiero pre-logico, per cui allontaniamo il Piombo appena ne fiutiamo anche solo l’odore.




Il Piombo è la nostra sofferenza... e la nostra sofferenza è di piombo.

L’Oro rappresenta la Gioia, l’Amore, la Ricchezza, l’Abbondanza, la Creatività, l’Imprevedibilità, l’Impeto Guerriero e tutte le altre qualità che è possibile ricavare da una corretta trasmutazione della sofferenza.


Quando soffriamo dovremmo letteralmente gettarci sulla nostra sofferenza ed estrarne il meglio. Spremere l’Oro dal Piombo. L’angoscia, lo stress, la gelosia, la rabbia... rappresentano occasioni imperdibili per balzare in alto.

Presso alcune scuole esoteriche del passato si lavorava con la “sofferenza volontaria“. Ciò significa che l’istruttore imponeva agli allievi delle sofferenze e dei sacrifici, non necessari dal punto di vista della sopravvivenza quotidiana, al fine di sottoporli a costante tensione. Erano sofferenze supplementari – fisiche, emotive e mentali – create ad hoc per consentire una trasmutazione e quindi un’ascesa più rapida.
Oggi questo trattamento non è più indispensabile perché le condizioni vibratorie del pianeta sono tali per cui le ordinarie sofferenze quotidiane offrono già una quantità di stimoli più che sufficiente a una rapidissima evoluzione.
In altre parole, abbiamo tutta la sofferenza che ci serve. Sta a noi approfittarne.

La nebulosa concezione della vita che abbiamo mendicato da scuola, parenti e telegiornali, ci porta invece a voler cancellare la sofferenza dal nostro orizzonte: preferiamo morire piuttosto che vivere senza un arto, smettere di innamorarci piuttosto che affrontare nuovi abbandoni, prendere psicofarmaci piuttosto che iniziare a guardarci dentro…

Lanciamo ai giovani un’esortazione antica e rivoluzionaria: fate l’amore con la sofferenza. Possedetela e accoglietela. Non fatevi schiacciare, ma instaurate con lei la stessa complicità che si crea fra due amanti clandestini. In pubblico fingete rifiuto e distacco… ma in privato gettatevi uno nelle braccia dell’altro.

Il comportamento dell’alchimista di fronte alle difficoltà della vita:
-- Osserva con consapevolezza le reazioni della sua macchina biologica all’evento esterno (pensieri, emozioni, sensazioni fisiche).
-- Non attribuisce a una persona o a un evento esterno la causa del suo star male, poiché è perfettamente cosciente di aver creato lui la situazione in cui si trova.
-- Sa di poter influenzare il corso degli eventi esterni se riesce a modificare la sostanza emotiva che si trova al suo interno.
-- Osserva con piena consapevolezza e senza identificazione il dolore della macchina biologica. Non tenta di reprimere o ignorare la sofferenza. Manda amore e compassione verso questo dolore (a questo punto risultano utili alcune modalità operative riportate in Zero Limits e The Key di Joe Vitale, o nel mio Officina Alkemica).
-- A un certo momento del processo – talvolta subito, talvolta dopo molti tentativi – l’energia della sofferenza sale dalla pancia verso il Cuore per venire trasmutata in un’emozione di Gioia.
-- Anche la realtà esterna viene modificata: persone e situazioni cominciano inevitabilmente a cambiare. La trasmutazione del Piombo in Oro fa sì che, fra le altre cose, l’alchimista cominci a possedere Oro non solo interiore ma anche fisico, in accordo con l’antica tradizione che lo vuole capace di arricchirsi anche economicamente, con il fine di utilizzare parte di questa ricchezza come sostegno per i bisognosi. In tal modo mette in atto una forma di gratitudine verso la Vita che gli ha concesso di portare a termine l‘Opera".

Quindi è veramente così: il dolore ci salverà. 

Enrico D'Errico


9 settembre 2013

Siate operai nella messe del Signore

"Vedendo le folle ne ebbe pietà perché erano mal ridotte e disperse come pecore senza pastore. Allora disse ai suoi discepoli: Si, la messe è grande ma gli operai sono pochi. Implorate perciò il Signore della messe che mandi operai nella sua messe".

Che ne pensate? 

Non vi sembrano parole straordinarie?
Ma a che livello vi toccano e fino a che punto vi stimolano?

Questa scrittura invita ciascuno di noi a riflettere.
Ci sentiamo fra le pecore o fra gli operai? 
Credo di poter ipotizzare la risposta che forse darebbe la maggioranza di voi. Coloro che seguono il mio blog si trovano, lungo il percorso evolutivo, in una condizione, per così dire, "né carne, né pesce".
Mi spiego meglio. Questa è la condizione di chi, forse dopo un lavoro su di sé anche di anni, comincia a rendersi conto sempre meglio di non essere il corpo che ha ma l'anima che lo utilizza. Siete quindi in grado di gestire meglio i vostri pensieri e le vostre emozioni ma l'anima non ha ancora il pieno possesso dei suoi corpi. Sempre più spesso provate emozioni superiori e siete in grado di vedere belli persino vostra suocera o Bruno Vespa. Ma molti attaccamenti sono ancora presenti e non state veramente costantemente mettendo al primo posto il Regno.

Ecco che quindi, alla luce di quanto detto, in un certo senso, siete sia un po' pecore mal ridotte che operai desiderosi di aiutare Gesù.
Come proseguire questo cammino, incrementando la consapevolezza di essere anime?
La risposta è semplice: continuando a sforzarvi. Senza uno sforzo speciale, un super sforzo, non si ottengono risultati; anche Gesù lo disse usando le parole riportate nel vangelo di Luca al capitolo 13 e ai versi 23 e 24:
"E un uomo gli disse: “Signore, sono pochi quelli che sono salvati?” Egli disse loro: “Sforzatevi con vigore per entrare dalla porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrare ma non potranno..."
Ovviamente ciò che si intende per salvezza è essere sottratti al mondo e alla sua sopravvivenza; un'esistenza meccanica è per l'uomo un vero inferno, mentre risvegliarsi è entrare nel Regno, in paradiso.
Anche Gesù quindi, nella sua risposta, ribadisce la necessità di sforzarsi: molti cercano di entrare senza però aver abbandonato i fardelli dell'attaccamento, della gelosia, della possessività, e rimangono incastrati in questa porta.
Ma col tempo, dopo un lungo periodo di lavoro e di osservazione continua, ci accorgiamo che il momento dello sforzo è superato perché l’attimo di maggiore sforzo coincide sempre con l’assenza di sforzo.
L’assenza di sforzo è resa. Resa al momento presente.
E non c'è più volontà o resistenza al dolore, ma solo accettazione e abbandono alle Braccia dell’Esistenza. Perché il dolore è sempre una resistenza.
Resistenza al ciò che è, al momento presente.
In fondo alla Via, non ci sono più porte.

Ora, pieni di compassione per i nostri simili, come uomini e donne in grado di maneggiare correttamente la spada della verità, imploriamo di essere impiegati dal Signore come operai della messe!


Enrico D'Errico