“Confida in Dio con tutto il tuo cuore e non ti appoggiare al tuo proprio intendimento”
(Proverbi 3:5)
Quest’articolo fa parte della raccolta “Non manco di
nulla!”, con la quale mi sono proposto di scrivere una serie di commenti di
versetti scritturali in grado di confortare coloro che , in questo particolare
momento epocale, si trovano in preda allo sconforto e privi di direzione.
Quando ci si trova in situazioni difficili, in circostanze
diverse da quelle cui siamo abituati, è necessario più che mai ricordare che siamo l’anima e che sono i nostri corpi
a fare esperienza sul piano terreno. Se non c’è ancora sufficientemente
consapevolezza di tale realtà, i corpi non possono essere del tutto
collaborativi; essi infatti sono “tarati” per un certo tipo d’esperienza, per
ciò che è comune e abituale. Quando si crea, o per meglio dire, quando ci
plasmiamo una circostanza nuova, fuori dall’ordinario, i corpi possono andare
“in fibrillazione”, nel panico.
Sopraggiungono la paura, la disperazione, il disorientamento
e tutto sembra caotico, indecifrabile.
Ecco come la scrittura che stiamo prendendo in
considerazione ci viene in aiuto:
“Confida in Dio con tutto
il tuo cuore…”
Quando sei ancora nella poco confortevole “terra di mezzo” –
la condizione in cui cominci a percepire che non sei il corpo con cui ti muovi
ma non hai ancora la piena consapevolezza della “verità che può renderti
libero” (Giovanni 8:32) e cioè che sei un’Anima – ancora non hai compreso di
essere tutto ciò che esiste, quindi di essere Dio stesso.
Ma quando abbandoni la terra di mezzo e finalmente ti
risvegli dal sonno della coscienza, hai l’assoluta certezza di poter confidare
in Dio - in te stesso - con tutto il tuo cuore che, ormai libero dal ghiaccio
millenario che lo avvolgeva, scalda e conforta i corpi che diventano così al
servizio dell’Anima.
“…e non ti appoggiare al tuo proprio intendimento” significa
che un corpo mentale non guidato produce sempre dubbi e paure; la scrittura
suggerisce quindi di non tenerne conto ma di continuare a confidare in se
stessi col cuore aperto e vibrante.
Enrico D’Errico
egosumanima
