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25 ottobre 2013

Il gusto pieno della vita

Quando da blogger mi trasformo in insegnante di cucina, do sempre molto risalto allo stato di coscienza che è necessario avere quando cuciniamo e mangiamo. Stasera, dopo aver trascorso parte della giornata in stato alterato di coscienza, arrivato a casa ho aperto una bottiglia di vino rosso.......ebbene, mi è sembrata deliziosa! E così, ho interrotto la cena per venire subito a scrivervi, miei diletti amici. Desidero comunicarvi quanto il gusto della vita possa incrementarsi non se cambiate le cose fuori ma se cambiate il vostro sguardo sulle cose. Se pensate di poter ottenere piacere e benessere cambiando tenore di vita, prendendovi una moglie o un fidanzato più giovane, andando a vivere in una casa sulle spiaggie del sud della Francia, rischiate di inseguire un miraggio. 


Qualsiasi cosa abbiate deciso di fare nella vita, fermatevi e occupatevi prima di voi stessi, mangiando meglio e sforzandovi di vedere quanto state dormendo. Se intraprendete un processo di risveglio vi accorgerete che il gusto pieno della vita non si ottiene con l'amaro Taverna* ma modificando i vostri occhi, lasciando cadere i veli che vi separano dalla verità. Mentre ci si risveglia o durante i brevi momenti della giornata in cui sentite di essere Uno con il tutto, tutti i sensi si acuiscono e quindi anche quello del gusto si fa più profondo e preciso. 

Se sei nel mondo non ti basta nemmeno il barolo più pregiato per sentirti bene; se sei nel Regno trovi delizioso perfino il Cavernello*! Quando vivi nel senso di precarietà della comune sopravvivenza, il sesso diventa col tempo qualcosa di scontato e ripetitivo, ma se i tuoi sensi si risvegliano, anche solo una carezza può mandarti in estasi. Quando vivi nella coscienza del Regno le tue orecchie bramano di ascoltare Mozart e Corelli e col tempo anche il silenzio è pregno di musica soave. (conosco in realtà un risvegliato che dice di andare in estasi con la musica elettronica tedesca!?!)






Abbiamo parlato di tatto, gusto e udito, ma che dire del senso della vista? Ti sei mai soffermato a notare il riflesso dei fari delle auto sull'asfalto bagnato o la perfezione dei sampietrini romani?



E hai mai dedicato del tempo a osservare le danze sacre degli storni, nell'ora dell'imbrunire? Quanta bellezza c'è nella creazione, tutta per noi, in misura sovrabbondante!




Sapevate che dal deserto del Sahara si solleva un vento che trasporta regolarmente centinaia di migliaia di tonnellate di polveri cariche di minerali che arrivano a fertilizzare la foresta       Amazzonica?




Cosa dimostra questo per voi?
Per me è la dimostrazione di quanto Dio sia sapiente e generoso. Il salmo 104:24 dice: "Quanto sono numerose le tue opere, O Eterno. Le hai fatte tutte con sapienza. La terra è piena delle tue produzioni".

E che dire infine dell'olfatto? Ma non dimostra anche solo questo dono, quanto Dio ci abbia creato per godere appieno della vita?
I bambini riconoscerebbero l'odore della mamma tra mille altre epidermidi, e voi, quando amate la vostra compagna, non riconoscereste l'odore, il profumo del suo corpo tra mille altre donne? E il gelsomino, non vi manda in estasi? E il profumo della magnolia o dei lillà?


Nei miei seminari, soprattutto quelli di livello avanzato, cerco di creare con i partecipanti un'atmosfera di pace e benessere, affinché la preparazione del pasto possa diventare un modo per ritrovare realmente se stessi e il paradiso perduto; esso è più vicino di quanto non possa sembrare....è "nascosto" dentro di noi, nel posto in cui non avremmo mai pensato di trovarlo.

Enrico D'Errico


* I nomi delle ditte produttrici sono stati modificati per ovvi motivi

8 settembre 2013

Cucinarsi


Come molti di voi sanno, è da parecchi anni che mi dedico al cibo osservando come esso influisca sul mio comportamento e sulla condizione dei miei corpi.
Ieri, mentre preparavo cena, ho avuto un’emozione superiore che ha accresciuto la mia consapevolezza di essere Uno con tutto; poi ho subito pensato che quando cucino per me in realtà non è solo per me che lo faccio. Non mi riferisco unicamente al fatto che mi tengo costantemente in contatto con voi mediante le rubriche del mio blog, ad esempio riportandovi le mie esperienze culinarie nelle “ricette del giorno”; sto parlando di una sensazione precisa che ho da molto tempo, da quando pratico la macrobiotica: nelle mie pentole io creo un miracolo alchemico favorendo la trasmutazione dei miei corpi, e questo ovviamente, visto che io sono unito a tutto ciò che esiste, produce cambiamenti anche nella gente del pianeta in cui faccio vivo.
E’ bello, bellissimo sentirsi parte del tutto e percepire con chiarezza che ogni mia azione ha effetti non solo su me ma su tutto ciò di cui faccio parte, il pianeta intero.
E se vi parlo tanto di alimentarvi meglio è perché so bene quanto questo abbia aiutato me a iniziare un processo di cambiamento che va avanti tutt’ora.
Ora so che quando cucino il processo alchemico che creo coinvolge anche te che sei qui a leggermi…
Quando vivi nel mondo, in uno stato di coscienza di mondo, sei molto lontano dal Padre e ovviamente, privo della sua guida, hai bisogno di crearti delle sicurezze, ecco che quindi costruisci delle situazioni ripetitive, meccaniche, “routinarie”, che ti facciano sentire più strutturato e stabile.
Ecco il tipo di sicurezza di cui puoi disporre quando vivi una vita di tipo inferiore, una non vita, pura sopravvivenza.
Ma quando sei nel Regno, in uno stato di coscienza di Regno, tutto questo scompare e c’è costantemente un senso di avventurosa imprevedibilità, di impermanenza.

L’unica ragione per cui vale la pena di vivere è lavorare alacremente ogni giorno per trasformare il proprio stato di coscienza, il mondo in Regno, la sopravvivenza in Vita.
E’ lo sforzo che fate per scrollarvi dal sonno della coscienza che dimostrerà da che parte state e se volete essere annoverati tra le file dei guerrieri che lottano per portare più luce sul pianeta.

Inoltre è anche fondamentale non dimentichiate mai che sinché vivrete sulla terra sarete sempre di qualcuno; le persone del mondo s’illudono di essere libere, di poter fare a meno della guida di Dio o del controllo di qualcuno: si sbagliano. Qui o sei di Dio oppure qualcun altro verrà a occupare il posto che spetterebbe a lui. Ma a proposito di questo c’e ancora una volta un racconto delle Sacre scritture che può esserci utile e si trova in Luca al capitolo 11, i versetti da 24 a 26:
“Quando uno spirito impuro è uscito da un uomo, passa per luoghi aridi in cerca di un luogo di riposo e, non avendolo trovato, dice: ‘Tornerò alla mia casa dalla quale sono uscito’. E arrivato, la trova spazzata e adorna. Allora se ne va e prende con sé sette altri spiriti più malvagi di lui, ed entrati, vi dimorano; e le condizioni finali di quell’uomo divengono peggiori delle prime”
Anche Omraam Mikhaël Aïvanhov parla di questo argomento nel passo di una sua conferenza che vi riporto per intero:
"Fare la volontà di Dio non significa soltanto obbedire a un'autorità superiore, ma significa anche compiere un atto magico. Sì, perché nel momento in cui vi mettete al servizio del Signore, tutto il vostro essere viene occupato, riservato, e rimane chiuso alle altre influenze. Allora, tutte le volontà contrarie che si sforzano di sedurlo per poi servirsene, ne sono impedite: il vostro essere è ingaggiato altrove.C'è chi afferma che non gli importa niente della volontà di Dio e si crede libero, ma si sbaglia: essendo aperto a tutti i venti, ecco che le volontà di una moltitudine di creature visibili o invisibili – esseri umani, ma anche elementali, larve, ecc. – inizia a infiltrarsi in lui per utilizzarlo. Chi non è “occupato” dal Signore può star certo che verrà occupato da altri, e finirà per essere al servizio di tutte le volontà più anarchiche e perverse.
Vi sembra preferibile?"