1 febbraio 2014

Gridiamolo ai quattro venti!





"Zitto...che fai?!? Meglio non dirlo forte.....ssssh!"
Questo dicono spesso i dormienti; quasi temendo che un dio malvagio possa privarli di quell'unico momento di serenità che, in mezzo a una vita mediocre, a una vita di miseria costantemente auspicata e prontamente materializzata, credono sia arrivato a loro solo per un caso fortuito.

Ignoranza e superstizione sono armi potenti in mano a Beelzebub, colui che distribuisce sciami di mosche per confonderci le idee, per distrarci dalla vita reale.
Da questo siamo circondati, in tutto ciò siamo immersi.
Ma chi ha creato tale incubo? Noi, naturalmente.
Quindi, anziché trastullarci con discorsi inutili, è necessario agire, fare.

Il Risveglio è il nostro principale obbligo, il nostro fondamentale diritto.
Non c'è cosa più importante per un figlio di Dio che aspirare ogni giorno a ritrovarsi attraverso i passi da lui stesso lasciati nelle precedenti incarnazioni.
Non esiste impresa più gloriosa che avanzare insieme alle tue sorelle e ai tuoi fratelli, uniti nel cammino comune che riporta a Casa, dal proprio Padre, a sé quindi, a Dio.

Coloro che sono sottoposti al governante di questo mondo, al Signore delle mosche, colui che col suo potere mantiene in vita l'inganno planetario ideato dal dio Cronos, coloro che continuano ad adorare la realtà esterna come un dio che li priva del loro potere creativo, siano destati dal sonno della coscienza, siano svegliati!

E da chi possono esserlo se non da coloro che, impavidi, già calcano il suolo della terra squarciando il velo di Maya con la spada della Verità?
Quante meschine e grottesche litanie vengono innalzate ogni giorno a falsi dei, in ogni parte della terra!
Uomini in potenza mantengono così se stessi nel sonno e alimentano la cappa ipnotica, l'energia del bozzolo in cui vivono. La letargia si diffonde e sembra un male irreversibile, incurabile.

Imitiamo allora gli uccelli che volano festosi, a migliaia: essi gridano ai quattro venti la loro gioia, il loro desiderio di vivere.
Urliamo a tutti la nostra felicità, la liberazione dalla morte!
Facciamolo come lo sappiamo fare, forse con un gesto, un passo di danza, una parola, un verso di poesia, anche un solo haiku, ma che sia quello definitivo, il messaggio essenziale della vita. Facciamolo lavando i nostri piatti o spazzando casa sentendo che proprio non c'è nulla di meglio che vorremmo fare.
Quando ci uniamo a una donna, carezziamola con le mani del Cristo, così che si senta amata dal cosmo intero; quando ci uniamo a un uomo, siano le mani di Maria stessa a dare piacere al nostro amato.

Tutti possono crescere nella consapevolezza di essere Dio, Dio Padre e Dio Madre che si perdono in loro per poi ritrovarsi mediante loro.
Tutta l'umanità anela al risveglio, tutti aspirano alla luce; come semi interrati nella terra fertile, anche noi stiamo germogliando al contatto del calore della luce.

Gridiamo quindi, gridiamo ai quattro venti ciò che deve essere detto.
Se saremo canali puliti, chi ascolta riconoscerà la voce inconfondibile del suo padrone*, la sua stessa voce, e inizierà a ridestarsi dal sonno. (* Giovanni 10:1-15)

Enrico D'Errico
Moriturus te salutat

Questo articolo fa seguito a...
"Recate bellezza sul pianeta!"
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